Prima squadra

Thelen: "Vi racconto quei momenti a Crans-Montana

Fonte: Il Messaggero

15.01.2026 08:06

Vuole riprendere la sua vita in mano e tornare a sorridere davvero Eliot Thelen, il giovane calciatore lussemburghese della Primavera del Pescara che è uno dei sopravvissuti della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Era a “Le Costellation”, il locale cult della località sciistica del Canton Vallese, nel distretto di Sierre, per una serata di festa tra amici ed era felice prima di piombare nell'incubo. Lunedì, giorno del suo diciannovesimo compleanno, è tornato a Pescara e con una forza d'animo incredibile sta provando a reagire dopo quello che ha vissuto. Se l'è cavata con qualche ustione alla mano destra e non ha mai avuto le capacità respiratorie compromesse, ma ha visto davvero la morte in faccia. Il ritorno in Abruzzo e la ripresa degli allenamenti agli ordini di mister Marco Stella rappresentano un primo, grande passo verso un graduale ritorno alla normalità. Come stai adesso? «Fisicamente sto bene, ho ancora qualche ferita sulle dita ma nulla di particolare. Psicologicamente essere rientrato a Pescara mi aiuta tanto, perchè sono tornato a giocare a calcio e sono con i miei compagni che mi stanno molto vicino in questo momento». Cosa ricordi di quella sera? «Sono caduto a terra e sono rimasto bloccato, senza riuscire ad arrivare alla porta, non so per quanti secondi. Ma è sembrato un tempo interminabile perchè non riuscivo a respirare per il fumo che c'era. Poi qualcuno mi ha afferrato e tirato fuori dal locale. Era tutto orribile, ho visto scene davvero terribili lì: persone bruciate e altre senza capelli, ad esempio. Ho provato ad aiutare i miei amici, ero senza scarpe e ho dato felpa e maglia a chi aveva più bisogno». Hai saputo poi chi ti ha tirato fuori da quell'inferno di fuoco e che il primo giorno avevi definito “la mano di Dio”? «No, non l'ho mai saputo. Secondo me era qualcuno che da fuori ha visto il fuoco nel locale e si è avvicinato per dare una mano ai primi soccorsi. Non ho visto chi era e anche nei giorni successivi nessuno mi ha detto di essere stato lui o lei a salvarmi». Hai mai avuto paura di non farcela? «Sì, ho avuto molta paura. Quando ero a terra e immobile ho pensato davvero di morire e che tutto fosse finito. Poi è arrivata quella mano a tirarmi fuori». Era la prima volta che andavi nel locale? «No, ero già stato là altre volte con i miei amici e in genere non c'erano mai più di 30-40 persone. Ed era sempre tutto tranquillo. Quella sera, invece, c'erano forse 200 persone, non so quante con certezza. Io ero al piano superiore del locale». Nei giorni successivi, una volta dimesso dall'ospedale, sei tornato a vedere il lounge-bar “Le Costellation”? «Sì, sono andato. Ma era tutto transennato e la polizia non faceva avvicinare nessuno». Come stanno i tuoi amici? «Per fortuna non sono in pericolo di vita, sono andato a trovarli più volte. Uno sta ancora parecchio male, non può parlare ed è sempre stanco. Un altro sta un po' meglio e con lui ho potuto parlare». Nella comitiva c'era anche Tahirys Dos Santos, stellina del Metz e suo migliore amico dall'epoca della comune militanza nel club transalpino prima del passaggio di Thelen al Pescara, che ha sfidato le fiamme per salvare la giovanissima compagna, Eliot, ricordi qualcosa di questo? «Di sicuro ha salvato la sua ragazza, ma Tahirys non è uscito dal locale per poi rientrare come si è letto da qualche parte perchè era impossibile farlo. Era ancora all'interno della struttura ed è sceso al piano di sotto per prenderla, lei era in bagno». Come si ricomincia a vivere dopo quello che hai vissuto? «I primi giorni sono stati i più difficili, perchè non potevo vedere i miei amici e non sapevo realmente come stessero. Ora che li ho potuti vedere e avere notizie certe va meglio. Ancora adesso, però, qualche volta di sera ricordo quei momenti. Ma sto bene». Il peggio, insomma, è passato. Adesso cosa chiedi al 2026? «Spero tra qualche mese di poter fare una cena con tutti i miei amici, stando sereni a scherzare. Dal punto di vista calcistico, vorrei un contratto da professionista e salire con il Pescara nel campionato Primavera1». 

FONTE: IL MESSAGGERO ED.ABRUZZO


 


 

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