Prima squadra

Quale Delfino vedremo contro i Canarini? Più dubbi di formazione

Inziata la marcia di avvicinamento a Pescara-Modena

14.01.2026 08:00

L'assenza di Valzania e il recupero di Oliveri sono le certezze, le condizioni di Gravillon e Letizia sono i grandi dubbi. Ieri il Pescara è tornato al lavoro dopo il pari delle polemiche a Castellammare e ha nel mirino la sfida interna a un Modena in crisi e desideroso di rilancio, e più pensieri accompagnano mister Giorgio Gorgone nella marcia di avvicinamento alla sfida ai Canarini. Il primo problema che il tecnico dovrà risolvere è la sostituzione di Luca Valzania nel cuore del centrocampo, dato che il senatore sarà squalificato dopo l'ingenuo giallo per proteste rimediato al Menti che ha fatto scattare, causa diffida pendente, automaticamente la sanzione disciplinare. Non sarà una scelta banale quella di Gorgone, perchè - al netto di novità di mercato – in una rosa che già manca di un centrale in mediana sostituire il n.14 non è affatto semplice. Come centromediano metodista, seppur adattato, Valzania ha dato equilibrio e interdizione al reparto, ben più di quanto non avesse dato un play di ruolo come Squizzato prima della sua partenza in direzione Chiavari, e trovare un elemento oggi che fornisca le stesse garanzie ad un assetto (3-5-2) che probabilmente non muterà non è affatto semplice. C'è l'opzione Caligara centrale, ad esempio, con l'inserimento di una mezzala che potrebbe anche essere Oliveri, dato che il classe 2003 di scuola Atalanta in carriera è partito come interno prima di essere trasformato in un pendolino di fascia. Ragionamenti in corso, dunque, sulla fisionomia che avrà il reparto nevralgico biancazzurro contro la banda Sottil e mister Gorgone può riservare sorprese a oggi non preventivabili. Con tanti allenamenti davanti e un mercato che in entrata e in uscita (vedi Brandes e Meazzi, altri due candidati alla titolarità) può portare novità da un momento all'altro, non si può escludere nulla. C'è poi quel che filtra dall'infermeria da valutare seriamente per allestire la retroguardia, tanto nel cuore quanto sugli esterni. Andrew Gravillon, che era in netta e prepotente crescita di rendimento, è stato costretto a saltare l'appuntamento in casa della Juve Stabia per fastidiose noie muscolari che devono essere del tutto smaltite per poterlo vedere in campo contro i Canarini emiliani domenica. E Gaetano Letizia nel nido delle Vespe campane è stato costretto ad alzare bandiera bianca a fine primo tempo, sostituito (bene) dal baby Berardi: dovrà dare risposte certe per rispondere presente, pur stringendo i denti. L'età e lo storico degli infortuni non depongono a favore dell'ex scugnizzo di Scampia, ma la sua presenza, per esperienza, carisma e doti tecnico-tattiche, è troppo importante per rinunciarci a cuore leggero, anche rischiando. Ci sono poi da valutare le condizioni di Davide Faraoni, alle prese da metà dicembre con uno stiramento al quadricipite. Messo sotto contratto il 27 novembre e subito catapultato in campo, prima dello stop aveva messo insieme 255' in 3 gare ma non avendo sostenuto una preparazione adeguata ha pagato inevitabile dazio. L'esperto terzino viaggia spedito sulla via del recupero, ma la cautela non è mai troppa per un elemento che ha già 34 primavere sulle spalle. Potrebbe tornare nella lista dei convocati ed essere impiegato in corso d'opera, ma difficilmente ritroverà subito una casacca da titolare. C'è sempre il jolly Corazza abile e arruolabile, da utilizzare alla bisogna su entrambe le corsie: finora ha dato il meglio a destra, ma è stato utilizzato anche a sinistra, più volte con Vivarini che non con Gorgone, fornendo quasi sempre un apprezzabile contributo, specie dalla cintola in su. 

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