Prima squadra

La salvezza è determinante per il futuro del Delfino

Nella stanza dei bottoni e in campo

28.03.2026 00:01

La salvezza è determinante per il futuro del Pescara. Il presidente Daniele Sebastiani già all'indomani del ritorno in cadetteria lo scorso giugno parlava del mantenimento della categoria come obiettivo vitale per la società e non aveva torto. Per i conti del club e per le prospettive anche sportive restare in serie B è determinante, mentre un immediato ritorno in Lega Pro condizionerebbe in negativo tutto, anche le trattative che a fari spenti e nel massimo riserbo il numero uno biancazzurro sta portando ancora avanti per rinforzare la compagine societaria con ingressi importanti e approvati anche dal socio Marco Verratti. Retrocessione o salvezza: è questo l'aspetto dirimente per le trattative top secret che continuano e che potrebbero avere sviluppi a fine maggio, come l'anno scorso con l'ingresso di Verratti, ovvero a stagione conclusa. Ma tralasciando gli aspetti societari per parlare solo di quelli sportivi, riuscire a mantenere la serie B o ripiombare drammaticamente in Lega Pro a un solo anno dall'addio riverbererà inevitabilmente effetti forti nell'allestimento della squadra. E su coloro che sarà deputato ad allestirla, ovvero il direttore sportivo. Con la salvezza in tasca apapre certa la permanenza di Pasquale Foggia, che pure Tare vorrebbe al Milan per affidargli la formazione U23 con margini di lavoro anche in prima squadra a suo stretto contatto, e altre società potrebbero bussare alla sua porta qualora il Delfino riuscisse nel capolavoro salvezza. Differentemente, difficile pensare a una conferma dopo una retrocessione. A Pescara è stato sempre così, per i ds retrocessi (pensate a Delli Carri, Leone e Bocchetti) e per quelli che non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati (Matteassi) o andati in rotta di collisione con il presidente (Repetto). Passando alla squadra e ai giocatori, Lorenzo Insigne e Gaston Brugman, ad esempio, i due top player tornati a gennaio al capezzale dell'amato Delfino per salvarlo, resterebbero solo in caso di impresa riuscita, avendo un contratto fino a giugno che prevede rinnovo in caso di obiettivo centrato (un anno per il fuoriclasse napoletano, due per il playmaker sudamericano). In caso di Lega Pro saluterebbero, come anche tanti altri. Gravillon e Corbo, ad esempio, hanno clausole simili nei rispettivi vincoli e in bilico c'è anche Faraoni, per il quale però a pesare più che la categoria di appartenenza della squadra sono le condizioni fisiche e i continui stop ai quali è soggetto. Anche il destino di Acampora è legato a doppio filo dall'esito del risultato di squadra a fine stagione 2025-26. Di certo ci sono dei punti fermi: Bettella, che a gennaio tornando ha compiuto una scelta di vita, Capellini, che ha già allungato il contratto, Pellacani, che dovrà ripartire dopo l'ennesimo brutto guaio al ginocchio, e Letizia, che va a scadenza a giugno ma che prolungherà la sua esperienza pescarese come da promessa di Sebastiani e Foggia dopo aver rifiutato nel mercato invernale le importanti offerte di Ravenna, Salernitana e Palermo. Valzania è ancora legato al club, come Merola e Meazzi, ma a differenza dei due compagni dovrebbe comunque restare. I saluti dei due talenti offensivi invece serviranno per fare cassa e soprattutto il folletto di Santa Maria Capua Vetere, che sta vivendo una stagione travagliatissima a livello di infortuni, sembra essere arrivato al capolinea nonostante la scorsa estate abbia firmato un rinnovo fino al 2028. Altri uomini da plusvalenza d'oro e certa sono Antonio Di Nardo e Giacomo Olzer, che con il Pescara in C di certo non seguirebbero i biancazzurri (il trequartista ha inoltre clausola di svincolo in caso di retrocessione). Sotto contratto ci sono anche Graziani, Brandes e Saio ma di certo si ripartirà, sia in B sia in C, da Lorenzo Berardi, il classe 2006 che ha già messo insieme 12 presenze (più 2 in coppa Italia). Il futuro è lui. Dei preestiti si può pensare a una permanenza di Caligara, Cagnano, Altare e Lamine Fanne solo in caso di salvezza, mentre sono da escludere rinnovi di prestito o altri sviluppi per un titolo definitivo a prescindere dalla categoria per Desplanches, Oliveri, Okwonkwo e Tsadjout, anche se per motivi assai diversi. Le 6 finali che aspettano il Pescara da qui a venerdì 8 maggio, insomma, determineranno anche l'ossatura della squadra che nascerà la prossima stagione e che vedrà i rientri dai prestiti dei giocatori mandati altrove. Certo il rientro di Giannini, assai probabile quello di Cangiano con il Foggia in D ad esempio. Il resto si vedrà ma una cosa appare già lapalissiana. Con il Delfino in C ci sarà un esercito in partenza e una squadra da rifare quasi totalmente da capo. come troppo spesso accade in riva all'Adriatico…

(Ha collaborato Matteo Sborgia)

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