Prima squadra

Alla scoperta di Facundo Lescano

L'erede del connazionale Ferrari vuole stupire in biancazzurro

26.09.2022 00:01

Obiettivi chiari, che vuole raggiungere a tutti i costi: non far rimpiangere il suo amico e connazionale Ferrari (17 gol l’anno scorso in biancazzurro) e conquistare la B con il Pescara per provare a spiccare il volo nel calcio italiano che conta. Stiamo parlando di Facundo Lescano, il numero 10 del Pescara. Per prenderlo, si è sacrificato un big per la categoria come Clemenza (che era il requartista perfetto per il 4-3-1-2 che aveva in mente all'inizio Colombo) e il suo innesto per il Delfino rappresenta un investimento importante anche in prospettiva. 

.«Quando il pallone è entrato in rete ho provato una grande emozione», ha detto dopo il primo gol ufficiale, quello all'esordio contro l'Avellino che è valso 3 punti, «per me giocare qui è come stare in Serie A». A inizio mercato, il 26enne attaccante argentino era stato chiaro con i suoi agenti Gerry Palomba e il pescarese Carlo Di Renzo: «Voglio andare al Pescara, le altre offerte non mi interessano». Detto, fatto: è stato tra i primissimi innesti, la pietra angolare sul quale costruire il nuovo reparto offesivo biancazzurro e noi di PS24 a metà giugno vi avevamo fatto per primi il suo nome. Il resto lo hanno fatto Colombo e soprattutto Delli Carri , che lo hanno voluto fortemente. Lescano ha ripagato la fiducia di Alberto Colombo sin dal precampionato, andando in gol con regolarità (anche se contro sparring partner  quasi tutti di modesto livello) e soprattutto con la rete che ha steso l’Avellino (oltre al gol iniziale e all'assist per Milani nella goleada di Foggia). FLescano ha chiuso le ultime tre stagioni in doppia cifra e ora sogna di superare il record in carriera (13 reti) a Pescara così come ha fatto Franco Ferrari lo scorso anno (Ferrari a Vicenza si è presentato con una doppietta). Ma rispetto al connazionale (QUI IL PARALLELO TRA I DUE) spera che oltre ai successi personali la stagione regali un grande traguardo alla squadra, la Serie B.

Facundo è in Italia da quando aveva 9 anni e già sognava di diventare un calciatore. Da Lecce, dove giocava nel Salento Football, viene ingaggiato dal Genoa e nel settore giovanile rossoblù lo allena il pescarese Marcello Donatelli, poi passato al Pescara. Ua breve avventura nel Martina e il passaggio al Torino, con cui nel 2015 vince lo scudetto Primavera( 13 gol in 26 gare) debutta in A contro il Milan. Poi però non riesce a spiccare il volo. Melfi e Monopoli in C e poi Igea Virtus in D dove segna 15 gol, le tappe prima di passare al Sien, alla Sicula Leonzio (2 avventure separate nel tempo), Telstar in Olanda, Potenza, Samb ed Entella prima di firmare per il Pescara. Ora la grande chance biancazzurra


Le curiosità su Facundo. Attraverso le colonne de Il Centro, si apprendono lcune curiosità sul nuovo bomber biancazzurro. “Lo sport è un vizio di famiglia, in casa Lescano di certo non mancano i riferimenti. Suo padre, Jorge, è stato pallavolista di alto livello e ha giocato anche nella Serie A italiana con Vicenza e Mantova. Ma è grazie alla madre, Maria Marta, che il piccolo Facundo si è innamorato del calcio”, si è letto sul quotidiano nei giorni scorsi. "La signora Lescano, infatti, è figlia di Silvio Marzolini, leggenda del calcio argentino, in passato difensore e allenatore del Boca Juniors (8 scudetti vinti, 6 in campo e 2 in panchina) e della Nazionale albiceleste. Giocò due Mondiali, il primo nel 1962 in Cile, il secondo nel 1966 in Inghilterra (quello della clamorosa eliminazione dell’Italia contro la Corea del Nord) in cui fu proclamato miglior terzino del torneo. L’Argentina venne eliminato dall’Inghilterra di Banks, Moore, Charlton e Hurst. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Marzolini diventa allenatore dell’All Boys, poi la lunga esperienza nel Boca Juniors (oltre 15 anni tra giovanili e prima squadra). E nei gialloblù gioca il Dio del calcio: Diego Armando Maradona. «Purtroppo non l’ho mai visto giocare, ma per me rimane il più grande di tutti i tempi», il commento di Lescano. Nel museo de “La Bombonera”, il mitico stadio del Boca, ci sono alcune statue che celebrano le leggende del Boca. Tra queste, oltre a Maradona, Rattìn, Rojas, Schelotto e Palermo, c’è Marzolini, originario di Udine, scomparso a luglio 2020. A lui e all’altro nonno, Jorge, il nipote ha dedicato il gol segnato all’Avellino. «Non ci sono più, ma per me restano dei punti di riferimento», ha detto qualche tempo fa l’attaccante del Pescara.

 

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