Gorgone: “Sono preoccupato, ma credo nella salvezza e mi gioco la vita”
L'analisi del tecnico
A CURA DI RICCARDO CAMPIONE - Ecco leichiarazioni del tecnico Giorgio Gorgone a Rete8: “Inutile parlare adesso, mi sento ridicolo. Abbiamo giocato una partita che potevi riprendere e pareggiare. Prendiamo gol evitabili. Solito Pescara, passa il tempo e ci sono 2 partite in 5 giorni e possiamo rifarci. In questo momento la squadra sta andando alla deriva. Sono preoccupato perché se avessi fatto delle partite in un certo modo capirei ma così mi preoccupo. Se vuoi provare a pareggiare spingi e concedi di più. Prima del gol non ricordo grandissime occasioni. Ci sono da valutare tante cose. Sono arrivati 8 giocatori e hanno cambiato un terzo della squadra. Sono in discussione con me stesso. Dobbiamo limare delle cose e modificarsi. Centrocampo a tre? Ci ho pensato anche in passato. Non voglio essere un filosofo ma c’è possibilità di mettersi in carreggiata e aspettare qualche ragazzo che si rimetta in forma. So che ci sono pessimismo e delusione ma dobbiamo scavare dentro e andare oltre. Ogni volta che prendiamo gol è un macinio perché vedono lo spettro di un'altra sconfitta. Quando vengo a parlare ho rispetto di questa maglia. Quando dico in maniera pacata che ci credo è per non infastidire chi ci crede. Io ci credo fermamente e siamo stati 40 minuti a parlarne. Non posso mostrare come sono stato dentro lo spogliatoio perché non faccio cinema, lo faccio fare agli altri. Quando dico che ci credo lo dico con senso di pudore. Ci credo e mi gioco la vita. Lo trasmetto si ragazzi in comportamenti. Non mi piace fare cinema per prendere il consenso degli altri. Ogni volta mi fanno vedere le statistiche e diventa ridicolo parlarne. Se continui a fare quella cosa allora bisogna cambiare.”

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