Rubriche

BELLA SENZ'ANIMA

Il punto del dott. Pietro Literio, Psicologo/Psicoterapeuta e docente universitario a contratto

11.11.2021 23:15

Riecco il dottor Pietro Literio e la sua rubrica "Calciologicamente", che analizza le vicende di casa Pescara da un punto di vista del tutto particolare. BUONA LETTURA! 

Errare è umano ma perseverare (nell’accanimento tattico del mister) è diabolico. Turn over e cambi tattici continui: stiamo assistendo ad un “calcio totale” alla ricerca accanita della soluzione e di un equilibrio in campo che non arrivano. 

Nel frattempo cosa vedono i nostri occhi? Un Pescara che cerca di seguire le numerose e mutevoli indicazioni tattiche dell’allenatore, che cerca di fare bene i compiti in campo ma che non si diverte ne ci diverte (se non a sprazzi), con il “freno a mano tirato” come dicono alcuni. Insomma, una squadra senz’anima. 

Del resto è comprensibile: il Pescara ha subito in un mese ripetute sconfitte, soprattutto negli scontri diretti (al netto dell’assenza del giganteggiante Drudi in difesa e dell’infortunio al portiere titolare), tra l’altro nel momento migliore. Infatti, in preda all’entusiasmo iniziale del primo posto in classifica, già si dichiarava che il Delfino avrebbe potuto “ammazzare il campionato”, ripercorrendo le “orme” della Ternana (nella stagione precedente). 

Invece si è persa la “testa” della classifica e forse anche in campo. Anzi il contrario: troppa testa, si ragiona troppo, alla ricerca cervellotica della soluzione tattica che inverta la direzione. 

E così “il tentativo di risolvere il problema” (motivazionale, con la tattica) “è diventato il problema.”  

Del resto non si può affrontare una crisi a livello motivazionale con una risposta tattica, con continue alchimie a cui seguono sconfitte o prestazioni insoddisfacenti.  

E come se per l’auto che cammina male ci si rivolgesse al meccanico, quando il problema è invece elettrico, risolvibile dall’elettrauto. 

L'anima o, in altre parole, la determinazione, come ha recentemente dichiarato Mister Sarri (a proposito della sua Lazio in ripresa), dipendono dalla crescita delle motivazioni nei giocatori e nella squadra.  

Ma come si fanno crescere le motivazioni nei giocatori, come si agisce sulla loro anima? 

Principalmente con un lavoro motivazionale (sui singoli e sulla squadra), diverso dal lavoro tattico, fatto di tecniche di intervento specifiche che fanno leva sulla “testa” dei giocatori, sulla loro immaginazione e sul loro dialogo interno potenzianti (ora sempre più limitanti) e sulla loro desiderabilità ed autoefficacia. 

È importante che lo staff e la società capiscano l'importanza del lavoro differenziale e complementare da fare sulla motivazione sportiva che non può essere affidato alla tattica o al caso/fortuna (una vittoria improvvisa) e neanche ad uno scatto d’orgoglio, perché la motivazione non sarebbe durevole.  

Vedremo se la società comprenderà l’importanza anche del lavoro mentale (di supporto a quello tattico-tecnico) o se, come accade solitamente nel calcio, si affiderà ad un nuovo allenatore che apporterebbe certamente novità ed entusiasmo iniziali, con effetti momentanei sulla motivazione, senza però agire direttamente su di essa e i suoi meccanismi in modo consapevole e crescente. A Pescara-Teramo l’ardua sentenza! 

Prof. Pietro Literio 

Psicologo/Psicoterapeuta, giornalista pubblicista e docente universitario a contratto 

 

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