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Prima squadra

Crisi Pescara: ecco la ricetta per ritrovare la retta via

L'analisi del primo momento difficile della stagione in casa biancazzurra

08.12.2022 00:01

A CURA DI MATTEO SBORGIA

 E' crisi in casa Pescara. La squadra di Colombo sembra aver smarrito la brillantezza e lo smalto che l'hanno caratterizzata per gran parte di questo girone d'andata. Nelle ultime 3 partite sono arrivate 3 sconfitte contro Catanzaro(27 novembre) - Virtus Francavilla(30 novembre) e Taranto(5 dicembre) che hanno scivolare il Delfino in 3° posizione a - 12 dai giallorossi e - 6 dal Crotone. Se contro  i primi della  classe, autori di un cammino mostruoso un ko poteva essere anche preventivato, le sconfitte subite contro le modeste  Virtus Francavilla e Taranto destano davvero molta preoccupazione. Ma andiamo con ordine. Il trittico di battute d'arresto hanno in un aspetto in comune: i biancazzurri hanno preso goal sempre da palla inattiva per errori di attenzione e mancanza di concentrazione. Le reti incassate in 3 incontri sono state 8, troppe per una compagine che fino a poche settimane fa mostrava di avere una fase difensiva invidiabile. Insomma, l'involuzione è netta. A dire il vero i primi segnali di flessione si sono avvertiti nella soffertissima vittoria per 2-3 ottenuta da Cancellotti e compagni a Torre del Greco con la Turris. Ultima affermazione degli adriatici di fatto, datata 21 novembre. C'è anche da dire che Alberto Colombo, artefice lo scorso anno della miglior stagione di sempre con il Monopoli, è incappato in un tris di sconfitte di fila (tra la 7° e la 9 ° giornata) contro Bari(che ha vinto e dominato il torneo), Campobasso e Foggia. Dunque c'è un dato chiaro e ricorrente: quando le formazioni guidate dal  trainer lombardo perdono contro chi è in vetta alla classifica, poi ne risentono sensibilmente. E ora che fare? Per invertire la rotta  occorre prima di tutto comprendere i motivi di questa situazione. Inquadrare se il problema è di natura fisica o mentale, aiuterà a studiare le contromisure più appropriate da mettere in campo. Tutto ciò bisogna però farlo con umiltà, compattezza e soprattutto equilibrio. Il percorso compito finora dal sodalizio di Sebastiani rimane ottimo, ergo non si deve gettare tutto all'aria, ben consapevoli che si può e anzi si deve uscire da questa impasse, ma consci del fatto che il Catanzaro sta disputando una stagione straordinaria. I tifosi hanno il diritto di criticare, ci mancherebbe. Serve equilibrio nei giudizi, non si era fenomeni prima -nonostante lo strepitoso cammino - e non si è brocchi ora, nonostante 3 ko inspiegabili di fila. Sarà adesso il campo a dire qual è il vero Pescara, se quello di inizio anno o quello attuale.  E poi le stagioni non vanno paragonate, anche perchè ognuna è diversa dall'altra. L'unica analogia è rappresentata dalle sconfitte rimediate contro le prime due squadre in classifica. L'esito è lo steso negli ultimi due campionati, ma la genesi e il percorso no. Lo scorso anno si era partiti dichiaratamente per vincere.  Quest'anno non si sono fatti proclami di questo tipo. Si è detto solo di voler fare bene, senza porsi obiettivi, ma con l'intento di costruire e provare a fare il meglio possibile.  Ma non solo. Nella stagione passata il cammino è stato nettamente inferiore alle attese. Il Pescara non ha mai destato l'impressione di poter vincere concretamente il campionato. Auteri aveva una visione delle partite tua sua, Colombo mostra sempre onestà intellettuale e equilibrio nei giudizi, non evitando mai di prendersi le proprie responsabilità. Lo scorso anno i biancazzurri a questo punto della regular season avevano già perso da tempo contatto con la vetta, occupata a fasi alterne  solo da Reggiana e Modena. Ora la seconda piazza è a soli 6 punti, la fase difensiva (a parte le ultime tre/quattro apparizioni) è palesemente migliore rispetto all'annata precedente. C'è un' idea, ci sono dei principi, c'è un gioco. Con Auteri queste componenti nella maggior parte dei casi sono  mancate. La costruzione della squadra è stata affidata al ds Delli Carri che ha saputo plasmarla con criterio e cognizione di causa. Soprattutto facendo acquisire patrimonio al club.  Cosa non riuscita affatto al suo predecessore Matteassi. Tuttavia, nella sessione estiva di trasferimenti, Colombo avrebbe voluto un trequartista (Maiorino) per proporre un 4-3-1-2, ma non è stato accontentato e allora ha deciso di optare per un 4-3-2-1 (nella prima di campionato contro l'Avellino). Tale abito tattico non è più mutato. Questa prerogativa mostra e dimostra la sua grande conoscenza della materia calcistica oltre che un provvidenziale spirito di adattamento  al materiale umano messo a disposizione dalla società.  Peculiarità, queste,  di primaria importanza. Se poi consideriamo anche la capacità di far rendere tutto ciò al meglio delle proprie capacità(per gran parte del percorso) capiamo che il lavoro dell'ex allenatore di Monopoli e Virtus Francavilla è davvero molto rilevante, nonostante tutto. 

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