Tifosi delusissimi, la salvezza sarà una vera impresa
Mercato finito, rosa cambiata ma...
Adesso la parola passa al campo, unico e inappellabile giudice. Di certo, però, la tifoseria è molto delusa dall'esito del mercato invernale e basta farsi un giro sui social per capire quanto malcontento ci sia. L'entusiasmo per i ritorni di Gaston Brugman e, soprattutto, di Lorenzo Insigne è stato smorzato, fino quasi a spegnersi, per il mancato arrivo di altri giocatori che sulla carta potevano far compiere il necessario salto di qualità ad una squadra ultima e che è già staccata di 5 punti da chi la precede in classifica. Dieci partenze e otto arrivi, ma di questi ultimi solo la metà è pronta per essere impiegata subito a pieno regime: questo il sunto delle operazioni condotte, anche se già da metà dicembre la società pubblicamente parlava di almeno 3 o 4 innesti di giocatori fisicamente ok da inserire al massimo nei primi 10 giorni di gennaio e lo stesso mister Giorgio Gorgone aveva a più riprese parlato della necessità di avere a disposizione nuovi elementi da utilizzare immediatamente e non da aspettare. La realtà è stata diversa e si è scontrata con le solite difficoltà che questa società incontra da anni, acuite dalla posizione in classifica che di certo non invogliava a sbarcare a Pescara. Si poteva però fare certamente di più e meglio e, soprattutto, prima. O almeno si potevano risparmaire certe dichiarazioni. La rosa a fine mercato è probabilmente più omogenea di quella dell'inizio, se sia più forte o meno lo scopriremo più avanti quando, con il probabile cambio di modulo, si potranno vedere in campo tutti i nuovi. Ma il tempo stringe, il campionato non aspetta, il ritardo inizia a farsi preoccupante, il calendario immediato non è un alleato e con pure il turno infrasettimanale di mezzo Gorgone ha poco tempo per lavorare e modellare il nuovo Delfino. Insigne e Brugman sono certamente fuori categoria, ma il fuoriclasse napoletano, fermo da fine maggio, avrà bisogno di almeno un mese per essere davvero pronto e il play sudamericano non può garantire adesso un ampio minutaggio. Se non fossero innqueste condizioni difficilment li avremmo visti probabilment a Pescara oggi, anche se sul legame in particolare di Brugman con la maglia non ci sono dubbi. E si dovrà stare attenti a non incorrere in problemi muscolari, possibili per giocatori che tornano dopo una lunga inattività (Faraoni, di nuovo ai box, docet in tal senso). Lo stesso discorso vale per Acampora, che non gioca da inizio maggio, e soprattutto per Altare, reduce dalla rottura del crociato e lontano dai campi da 8 mesi. Diversa la situazione degli altri 4 arrivati sul piano fisico: Cagnano, che colma la lacuna del terzino mancino di ruolo, per scelta tecnica non scende però in campo dal 9 novembre, mentre hanno sempre giocato il centrocampista Lamine Fanne e la punta Flavio Russo. Gli ultimi 2 per caratteristiche tecniche rispondono ai requisiti richiesti (centrocampista di struttura e punta centrale) ma sono due scommesse: il primo, sul quale il Venezia ha investito molto legandolo con un contratto fino al 2030 con opzione di rinnovo per un altro anno (segnale che credono molto in lui in laguna), arriva dalla terza divisione inglese, il secondo tra i grandi non ha ancora mantenuto le promesse di essere un goleador di razza come a livello giovanile. Bettella è il vero innesto doc della sessione, ma poteva essere preso già in estate quando era svincolato e non è comunque il mancino che mancava alla difesa groviera. In questa sessione, poi, il Pescara ha perso di identità, avendo ceduto il capitano Brosco e il canterano Dagasso, oltretutto titolarissimi. Certo Brosco ha dato già il meglio della sua carriera, mafinora aveva giocato 21 partite su 22, saltando solo quella per squalifica post Marassi, per un totale di oltre 1.800 minuti in campo, ha commesso errori ma meno di altri e, soprattutto, è sempre stato un leader. Per attaccamento alla maglia doveva restare, come Letizia che ha ora il campito di prenderne l'eredità a livello carismatico. Oltretutto è stato sostituito da un giocatore non pronto (Altare) e una difesa senza centrali mancini e che ha subito 44 gol in22 partite il solo Bettella non può bastare… Questione a parte Dagasso. Era il giocatore migliore della rosa, senza dubbio, chiaro che andava venduto adesso per non rischiare di venderlo a giugno a prezzo inferiore in caso di retrocessione ma si poteva cercare di chiudere l'operazione, magari a meno soldi, mantenendo il giocatore in prestito fino a fine stagione. Il segnale del suo addio non è stato bello, per la piazza ma anche per il gruppo squadra. Oltretutto in tv il presidente Sebastiani, smentendo i comunicati ufficiali di entrambi i club ha parlato di una cessione a titolo definitivo se vogliamo (e semplifichiamo dicendo così) “mascherata”, ovvero un prestito con obbligo di riscatto che si verifica a partire da febbraio e con pagamento dunque non immediato ma che slitta a partire da fine stagione come inizio del saldo. E per una società che ha già di base un budget basso, l'addio del gioiello con questo genere di modalità non ha dato potere immediato per andare sul mercato a provare a prendere pezzi buoni… Hanno salutato molti dei superstiti della promozione (l'utilissimo Tonin e il tanto vituperato Squizzato, che però era stato spessissimo titolare non avendo alter ego in rosa, in primis), ma anche un elemento rivelatosi assai utile e produttivo come Corazza. L'aspetto forse peggiore è che non si è guardato bene al presente e meno ancora al futuro, non avendo condotto operazioni lungimiranti e utili in prospettiva e nemmeno idonee a perseguire l'obiettivo della patrimonializzazione. Nel malaugurato caso di una retrocessione, ci si ritroverebbe infatti con una squadra totalmente da rifare e con pochissimi elementi rivendibili a buone cifre. E, si sa, un club come il Pescara vive (anche) di questo. Anche se i tfosi sognano (giustamente) altro. Cosa? Qualcosa di più e di meglio, o almeno una prospettiva di avsre un progetto tecnico e non solo approssimazione e tentativi …

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