Prima squadra

"Una banda di fratelli a ritmo della Bandabardò"

Il Delfino Rampante racconta...

23.11.2022 07:17

Oggi è praticamente sinonimo di un noto marchio di indumenti sportivi. Nell’antichità classica rappresentava il successo. I Greci la chiamavano Nike. I Romani, ai noi più prossimi, Vittoria. Come quella  nel Monday night del Pescara sul difficile terreno di gioco di Torre Del Greco al cospetto della Turris: 2-3. Un pirotecnico 2-3, che, ai più datati, ricorderà un altro famoso, anzi famosissimo 2-3. Sono passati quarant’anni dallo storico trionfo degli Azzurri di Bearzot contro il Brasile di Telè Santana: 2-3 col brivido finale allo stadio Sarrià, al cui posto oggi ci sono case e un parco, preludio alla conquista della Coppa del Mondo. 2-3 col brivido finale come lunedì scorso: match deciso da una rete di Gyaaabua che, per certi versi, ci fa ripensare al gol di Spillo Altobelli che al Bernabeu mise il sigillo sulla Vittoria – maiuscolo come la dea - mundial dell’Italia a Spagna ’82 al cospetto della Germania Ovest.

Nike. Torre Del Greco. Campania. Praticamente Magna Grecia. Come i nostri due Bronzi di Riace – Brosco e Boben – che, al di là del convulso finale di match, hanno indirizzato la sfida di lunedì a favore del Delfino. I Bronzi sono personaggi da museo. I nostri due beniamini sono invece a tutti gli effetti eroi, nient’affatto per caso, di un Pescara che sta facendo ricredere anche i più scettici. Eroi che stanno richiamando a furor di popolo la gente biancazzurra. Una sorta di Tommaso Aniello d’Amalfi – più celebre col soprannome di Masaniello - protagonista delle rivolte partenopee contro il dominio spagnolo.

Così come il Pescara di oggi, Masaniello del Girone C della Lega Pro, che sta contrastando la corsa del Catanzaro, capoluogo calabro nel cuore della Magna Grecia. Catanzaro. Dal bizantino Katantzarion, città posta sotto un rilievo terrazzato. Quel rilievo che gli uomini di Colombo vogliono e devono conquistare per raggiungere la loro, la nostra Nike. La vittoria di un città che vuole a tutti i costi tornare nel calcio che conta.

Volare. Cantava Domenico Modugno. Volare, per arrivare nel blu dipinto di blu. Felice di stare lassù. 35 punti, lassù. Piazza d’onore, al momento. Non basta. Domenica pomeriggio in riva all’Adriatico, ad Ostia Aterni, per restare in tema di mondo classico, arriva a far visita proprio il Catanzaro. Avanti di 3. A un tiro di schioppo.

Attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità. Parole e musica della Bandabardò. Come dire, l’obiettivo sono i tre punti ma giochiamoci il match con equilibrio, senza ansie né frenesie. Con intelligenza, calma e perseveranza. Insieme. Da collettivo. Perché noi siamo Band of brothers, una banda di fratelli per mutuare la definizione da una celebre serie tv bellica di Steven Spielberg: tutti per uno, uno per tutti. E, ne siamo certi, domenica l’Adriatico farà la sua parte. La sua grande parte. Un Colosseo. Un calderone di impulsi ribollenti freudiano che scorterà la caravella dell’Ammiraglio Colombo dal primo al novantesimo.

Passiamo il nostro Rubicone!

Il Delfino Rampante 

Commenti

Strategie e primi nomi in vista del mercato di gennaio
Comunicato ufficiale Pescara Rangers