Prima squadra

L'obiettivo: blindare il terzo posto per fare poi i playoff da protagionisti

Accorciare sul secondo per unsorpasso in extremis la grande aspirazione

28.12.2022 00:01

Pensare di poter nuovamente inserirsi nellalotta al vertice più che follia è vera utopia, dato che in meno di un mese - dal 27 novembre - si è in caduta libera. Il Catanzaro per il Delfino è irraggiungibile e anche il Crotone è assai distante ormai, anche se c'è lo scontro diretto di metà gennaio che potrebbe far accorciare le distanzeper poi programmare alla lunga avvicinamento e sorpasso, complici però inevitabili scivoloni plurimi dei pitagorici. Ad oggi, però, l'obiettivo più realistico e credibile per il Pescara è il terzo posto, ancora saldamente nelle mani di Ktaja e compagni nosnostante nell'ultimo mese parecchie squadre abbiano accorciato. Dunque, blindare in cassaforte il gradino più basso del podio in regular season, con tutti i benefici che questo comporta in ottica spareggi promozione (la lezione dello scorso anno insegna…) per poi provare a dare il tutto per tutto ai playoff è l'imperativo di casa PEscara, dove si spera possa arrivare una mano anche dal mercato di gennaio che in genere, però, è infausto in riva all'Adriatico….

Il bilancio del girone d'andata è però nel complesso positivo, anche in considerazione dell'ultimo, tremendo mese di partite: la squadra era totalmente rinnovata, nello staff e nei calciatori (3 superstiti, Ingrosso, Delle -monache e Cancellotti con solo quest'ultimo titolare inamovibile) e la partenza a razzo aveva stupito tutti. Fisiologico il calo, magari non in queste proporzioni, ma c'era da aspettarsi qualche battuta d'arresto di una truppa che ha paradossalmente raccolto più fuori casa (7 vittorie, 2 sconfitte e 1 pari, compresa la prima gara del girone di ritorno) che all'Adriatico (16 punti in 10 gare in casa, 22 punti fuori dall'Abruzzo) 

. 5 ko nelle ultime 6 gare hanno mutato tutti i giudizi, non solo per lo score da matita blu ma perchè sono state smarrite le prerogative peculiari e positive del periodo d'oro: organizzazione, compattezza, aggressività, capacità di accorciare nel pressing alto, solidità difensiva. E anche la questione fisica incide, non si è più brillanti come un tempo. Ma questo -come detto in altri articoli - può dipendere anche dalla testa. “E' un problema mentale”, hanno detto più biancazzurri in coro nell'ultimo disastroso mese. Ed è vero: se la testa non gira, non gira tutto il resto. Di certo mancano soluzioni offensive, almeno nell'ultimo periodo dove Lescano è stato accontanato e Cuppone è tornato un giocatore normale e non lo stantuffo inesauribile che andava a velocità doppia, creando superiorità numerica, assist e qualche gol (anche se ne ha falliti più del doppio di quelli realizzati). Il centrocampo cambia gli interpreti, eccetto il top player Mora, ma non la sostanza: poche geometrie, poche idee e mal sviluppate. E ultimamente anche poca protezione ad una difesa che sta iniziando a sbandare di suo. Troppo. Solidità: ecco la chiave. Ecco ciò che deve essere ritrovato il prima possibile. Ecco cosa può far arrivare ai risultati che solo l'unica, vera medicina. I risultati, non la prestazione che per ora può anche non essere scintillante. Bisogna insomma tornare a macinaere punti per non buttare all'aria ¾ di girone d'andata da lode e non rischiare di mettere a rischio un terzo posto che alla lunga può anche valere oro, se venisse capitalizzato a dovere…..

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