La bestia nera Castori, l'ex Tonin e l'assenza di Coulibaly nella prima storica del Delfino a Bolzano
Le storie a margine del match
Il Pescara ritrova l'avversario di mille battaglie. Oggi al Druso va in scena l'ennesima sfida di Fabrizio Castori al Delfino, ma stavolta è una partita a suo modo storica. Per la prima volta in assoluto, infatti, i biancazzurri giocheranno a Bolzano, mentre all’Adriatico sono state disputate 2 partite: la prima, datata 2015, era valevole per il turno 2 di Coppa Itala e gli altoatesini erano guidati da giovanni Stroppa (vittoria pescarese per 2-0 firmata Valoti-Torreira), l'altra nel girone d’andata di quest'anno con gol di Meazzi al 95' a evitare il ko alla truppa all'epoca guidata da Vincenzo Vivarini. La rete del vantaggio biancorosso era stata firmata da Mamadou Coulibaly, il grande ex insieme a Riccardo Tonin ma che adesso è fuori lista. Non esultò Coulibaly, legatissimo a Pescara perchè lanciato nel grande calcio proprio dal Delfino. La sua storia da film fece il giro d'Europa. Dal Senegal a Montepagano di Teramo, dopo un viaggio della speranza come migliaia di immigrati su un barcone, il centrocampista sembrava destinato a una grande carriera dopo l’esordio in A a 18 anni in Atalanta-Pescara 3-0 del 19 marzo 2017 e una grande prestazione la settimana successiva all'Adriatico contro Milan (1-1 il punteggio finale con papera di Donnarumma). Si accese una vera e propria asta sul mercato per lui, la spuntò l’Udinese con un'offerta da 2 milioni di euro ma quel diamante grezzo visto in riva all'Adriatico grazie a Zeman non è poi mai riuscito per davvero ad imporsi e adesso è finito ai margini del Sudtirol qualche settimana dopo il gol dell'Adriatico a inizio ottobre. L'altra vecchia conoscenza pescarese Tonin è una preziosa arma tattica che Castori si giocherà certamente oggi per ritoccare in meglio lo score personale contro il Delfino. L'espertissimo tecnico di San Severino Marche nelle ultime 9 partite contro il Pescara ha perso una sola volta (dicembre 2018) ed è imbattuto da 6 gare e in molte sfide ha scritto pagine di storia delle squadre da lui guidate. Indimenticabili, ad esempio, lo 0-5 dell'Adriatico alla guida del Carpi del 25 ottobre 2014, con doppietta dell'attuale biancazzurro Gaetano Letizia nell'anno dell'incredibile promozione in A degli emiliani, e la vittoria per 3-0 a Pescara della Salernitana 2021 nell'ultima gara in B dei biancazzurri prima del ritorno dopo 4 anni. Con quel successo all'ultima giornata Castori ottenne con i granata la sua decima promozione in carriera, riportando i campani in A dopo 23 anni. Oggi per Castori l'occasione di rialzare la testa dopo l'inaspettato stop interno per mano dell'Entella. E il tecnico, conosciuto in Abruzzo per i suoi trascorsi a Castel di Sangro e, soprattutto, Lanciano (al Biondi e al timone dei rossoneri ha battuto per la prima volta in carriera il Delfino, nella stagione 2002-03, per 1-0 con gol decisivo di Ferreira Pinto), non si fida del fanalino di coda. In rossonero nel 1998-99 ha vinto il campionato di Serie D e lo scudetto Dilettanti, ottenendo il primo posto con 81 punti, migliore difesa del campionato, 10 punti di distacco dalla seconda classificata e una sola sconfitta, e poi, proprio dopo l'altra parentesi abruzzese, ha portato nel 2001-02 il club per la prima volta nella sua storia in C1, chiudendo il torneo al quinto posto e portando i frentani ai playoff per la B. E anche oggi darà battaglia. Quella di oggi è una sfida generazionale in panchina, tra un novizio della B, Gorgone, e il più anziano tecnico per anagrafe e militanza in categoria. Castori, per anni definito l'anti-Zeman (ma tra i due la stima è sempre stata totale), vanta infatti oltre 1.500 gare in carriera delle quali più di 600 in cadetteria, di cui è il primatista assoluto.

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