Prima squadra

Giocando così si andrà poco avanti...

Da salvare solo la qualificazione....

02.05.2022 10:11

Archiviato il primo turno playoff, si deve pensare già al secondo, ormai imminente. Mercoledì, ancora all'Adriatico e con il vantaggio di avere 2 risultati su 3 a disposizione, il Pescara sfiderà il Gubbio di Torrente per l'ultimo step della fase a gironi degli spareggi con in palio la qualificazione alla fase nazionale. L'infinita maratona playoff a 28 squadre ha già fatto vittime eccellenti, a partire da quell'Ancona-Matelica che sulla carta era il probabile avversario dei biancazzurri al secondo turno del 4 maggio. Ma cosa resta del 2-2 soffertissimo con la Carrarese? Poco e nulla. Di buono c'è l'aver strappato la qualificazione e il ritorno al gol di Cernigoi. Per il resto, tanti interrogativi e altrettanti aspetti negativi. Partiamo dalla guida tecnica: è chiaro che in 4 gare ravvicinatissime mister Zauri non poteva incidere troppo sul piano tecnico-tattico, ma non ha portato nemmeno quella scossa emotiva che in genere segue ad un ribaltone. Perchè? Colpa sua o del gruppo? In questi casi, le “colpe” sono da dividere ma non in percentuali uguali. Restiamo dell'idea che Auteri andava cambiato, ma a novembre e non qualche settimana fa e con un allenatore esperto e di carattere. Non con un tecnico pro tempore, senza garanzie di futuro sulla panchina biancazzura e con tutto ancora da dimostrare tra i prof. 

E poi? Sul rettangolo verde una prestazione davvero pessima.  Squadra piatta, molle, paradossalmente timorosa nonostante il vantaggio di passare il turno uscendo indenne (pari o vittoria, 2 risultati su 3 a favore). Questione di personalità in primis di un gruppo che mai ha dato prova in questa stagione di avere davvero gli attributi. Manovra lenta e priva di idee: non una novità. Ma nel momento topico della stagione si pensava ad un cambio di marcia. In campo non si è vista una formazione in grado di andare fino in fondo alla competizione, diventando la grande sorpresa degli spareggi. Niente ritmo, figlio delle caratteristiche del centrocampo e più in generale della composizione della squadra, e di una condizione atletica che non appare ottimale: con queste premesse già superare il prossimo turno sarebbe non un miracolo ma un qualcosa di non scontato. Il Gubbio, al netto del gap qualitativo che patisce sulla carta col Delfino, è squadra tignosa e ben organizzata, creata ad immagine e somiglianza del suo tecnico. Uno che bada poco alla forma e molto alla sostanza: non disdegna ovviamente un calcio propositivo, ma è pragmatico e non dogmatico. E, soprattutto, sa modellare il suo credo in base agli uomini a disposizione, esaltando le individualità di cui dispone (un nome su tutti, che ha già fatto patire il Pescara in regular season: Arena). Mercoledì non sarà facile, ma il Pescara parte comunque col favore del pronostico e non per il blasone del nome. Fattore campo, benchè gli spalti siano ancora semideserti, e la possibilità di staccare il pass anche solo pareggiando non sono dettagli. Ma con un Delfino così, non si può stare tranquilli…

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