Verso Livorno - Pescara, parla Buscè
Le dichiarazioni del tecnico biancazzurro
A CURA DI MATTEO SBORGIA
Intervista prepartita di Livorno - Pescara che scenderanno in campo domani in Toscana (h17:30). Partita delicatissima per Antonio Buscè, di cui vi proponiamo le dichiarazioni.
"Per la gara di domani torna Davide Merola che oggi ha fatto un pò di lavoro con il gruppo anche se la mia idea è quella di non rischiarlo. Altare in settimana ha fatto tutto con la squadra e sta meglio ma non ha ancora i 90′. Ujkaj sta recuperando ancora dal problema al piede. Parigi, Vitali e Donati hanno qualche acciacco ma fa parte del gioco. Adesso dobbiamo iniziare a vincere le partite, la classifica di oggi? La spiego con errori banali che ci hanno condannato. Per me con lo Spezia è stata un’ottima prestazione, poi il calcio è opinabile. Abbiamo numeri importanti analizzati con la squadra e con quei numeri i risulati dovevano essere diversi ma troppi errori ci hanno condannato. Torneremo con Guccione al 4-3-3, abbiamo provato anche con il Gubbio nel primo tempo a tenere qual sistema senza Filippo ma in occasione del gol subito la sua assenza si è fatta sentire quando è mancata la chiusura che doveva fare il centrocampista. Le parole di Sebastiani che hanno ribadito la fiducia? Fanno tanto piacere, io mi metto sempre in discussione anche nella vita privata. Ora dobbiamo dimostrare il nostro lavoro. Cerco di dare intensità alla squadra, fa parte di un percorso e speriamo che i risultati arrivino. Nardin? Può giocare dall’inizio. Ci dà delle garanzie importanti. Il Livorno? Ha vinto quattro gare su quattro in casa, hanno entusiasmo e conosco bene il loro ambiente. Hanno questo fortino in casa, noi dobbiamo essere sereni e dare quel qualcosa in più che fino ad oggi ci è mancato . Soprattutto dobbiamo aiutarci a vicenda. La cattiveria e la fame c vogliono sempre, soprattutto in campi come quello di Livorno. La bellezza e l’estetica non bastano, serve quella bava alla bocca che a noi un pò è mancata. Fiorillo? Può giocare. Quale è il mio calcio rispetto a quello dello Spezia? Amo giocare con intensità, palla a terra. Un tocco, due tocchi massimo. I miei giocatori devono sapere già quello che devono fare prima di ricevere palla leggendo già la giocata successiva. Per fare questo ci vuole un lavoro lungo. Questo è un gruppo nuovo, so che qui non c’è tempo ma le mie squadre vengono fuori sempre dopo un pò. Guardate Empoli, eravamo ultimi a gennaio poi abbiamo vinto lo scudetto primavera. A Rimini uguale: siamo partiti a rilento poi abbiamo finito alla grande vincendo anche la coppa Italia. Avrò questo tempo? Non lo so, chi vivrà vedrà. La parola chiave del mio calcio è intensità sia con la palla sia senza palla”.
(TRASCRIZIONE RETE8)

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