Prima squadra

Un nuovo passaggio a vuoto di un cammino sempre più complicato

La stagione ha preso un chiara e infausta piega, si riuscirà a invertire la rotta?

02.02.2026 08:08

Altro giro, altra corsa e altra occasione sciupata. D'accordo le recriminazioni arbitrali, ma nell'ennesima partita da portare a casa e quasi consegnata all'avversario ci sono tante responsabilità dei biancazzurri. Il Pescara archivia un'altra partita nella quale, paradossalmente, la migliore notizia è il risultato, perchè la prestazione offerta non è stata di certo all'altezza della situazione. Il pareggio per 2-2 contro il Mantova è il classico brodino per un ammalato, è ovvio, ma quando non hai modo di vincere è fondamentale non perdere: Monsieur Jacques de La Palice avrebbe commentato così il botta e risposta di sabato all'Adriatico, che oltretutto era uno scontro diretto. Ma proprio perchè era una sfida nella quale i punti valevano doppio bisognava vincere a tutti i costi, per sfruttare il fattore campo e iniziare ad accorciare su una delle penultime. E invece l'incrocio tra due serissime candidate alla retrocessione è stato per il Delfino un nuovo passaggio a vuoto di un cammino sempre più complicato. L'aggravante è rappresentata dal fatto che adesso i virgiliani hanno anche il vantaggio nell'ipotetica classifica avulsa in caso di arrivo finale a braccetto, data la vittoria nel match di andata, ma questi sono discorsi semmai da fare ad aprile. Adesso bisogna ragionare sul restare aggrappati il più possibile al treno salvezza in queste settimane nelle quali il calendario non sorriderà ai biancazzurri per poi provare a fare filotto nelle ultime partite del torneo quando ci saranno tutti gli scontri diretti, oltretutto nell'impianto amico. Le giornate di campionato, però, sono sempre meno e il margine di errore si assottiglia sempre di più: ecco perchè adesso è il momento di stringere i denti e non perdere contatto, in attesa che Insigne e Brugman – in inevitabile ritardo di condizione – entrino in forma e possano risultare decisivi nell'impresa salvezza. Oggi chiude il mercato e bisogna prendere quei rinforzi necessari e che in realtà dovevano arrivare ad inizio sessione, pronti fisicamente e di livello. Non è stato così e nell'ultimo match si è visto il replay di tante altre partite. All'Adriatico, contro un avversario ordinato ma con mille problemi e in generale assai modesto, il Delfino ha incassato altre due reti, a mantenere perfetta la media di gol incassati a partita (adesso sono 44 in 22 uscite), e non ha minimamente rispettato il piano partita che aveva preparato. Bisognava tenere palla per far uscire l'avversario e poi provare a infilarlo con verticalizzazioni rapide e pulite, ci si è invece ostinati a una proposta orizzontale, sterile e scolastica, che ha agevolato il Mantova nel suo compito. Serviva una gara attenta e paziente, si è avuta invece la solita prestazione connotata dalle fragilità difensive e mentali di un gruppo che di buono ha cuore e coraggio ma che al momento è inferiore anche a un Mantova di certo non trascendentale ma che sa fare il compitino che deve. Capitolo arbitrale. Le proteste pescaresi non sono certamente campate in aria, ma non possono e non devono rappresentare un alibi. Tante, troppe volte gli episodi hanno penalizzato i biancazzurri - che in stagione non hanno mai avuto un penalty a favore, statistica assai particolare - e ciò che lascia interdetti è la non uniformità di giudizio in azioni simili (vedi Castellammare di Stabia e sabato scorso), ma ovviamente l'ultimo posto non si spiega così. Mister Gorgone ha ora poco tempo per varare il cambio del modulo, una certezza non appena gli ultimi arrivati daranno garanzie di tenuta fisica, e provare a dare una svolta a una stagione che ha preso un chiara e infausta piega. 

Commenti

ULTIMO GIORNO MERCATO: le trattative live minuto per minuto
Immobile vola a Parigi, ufficiale