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Anania a PS24: “A Pescara bellissimi ricordi. Su Zeman ed i tifosi…”

L’intervista in esclusiva a 9 anni dal trionfo della Zemanlandia biancazzurra

Redazione Ps24
20.05.2021 00:01

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - 

Ha protetto i pali dell’Adriatico e non solo per una sola annata, quella della meravigliosa cavalcata con Zdenek Zeman. Stiamo parlando di Luca Anania, che a PescaraSport24 ha ricordato con molto affetto e piacere la città, gli aneddoti e speso bellissime parole per Franco Mancini, preparatore dei portieri dello staff del boemo. 

Che ricordi hai di Pescara? “È una domanda a senso unico, nel senso che Pescara fu un’annata fantastica e di ricordi sicuramente più che positivi. Abbiamo vinto il campionato ed è una città in cui si sta bene e fu un’esperienza positiva.” Quando arrivasti a Pescara ti saresti mai aspettato che Verratti-Immobile e Insigne sarebbero arrivati così in alto? “Sicuramente sapevo che, conoscendoli durante l’anno, avevano caratteristiche da giocatori per palcoscenici più importanti e penso che se una persona abbia delle qualità alla fine vengono fuori. Non mi sarei aspettato questo exploit di tutti e tre però mi sarei aspettato che sarebbero finiti in palcoscenici europei oppure in Serie A.” Parlando di mister Zeman, com’era sia in allenamento che durante la partita? “È una persona molto riservata che ama le regole e vuole che siano seguite a suo modo ma anche una persona capace di scherzare, fare battute sarcastiche e avere un rapporto umano anche con i giocatori.” Quella meravigliosa stagione purtroppo è stata caratterizzata anche da 3 lutti. Che ricordi hai di Franco Mancini uomo e preparatore dei portieri? “Ahimè quella stagione fu bellissima sotto l’aspetto sportivo ma anche molto triste. Franco era una persona con il sorriso, sempre disponibilissima, umile e nonostante il suo passato è stato un fulmine a ciel sereno e nessuno si sarebbe mai aspettato che potesse succedere un evento del genere. Lo ricordo con ammirazione e ogni volta che penso a quella situazione mi viene tristezza.” 

Quando avete capito che la Serie A era un obiettivo raggiungibile? “Noi non avevamo mai pensato alla Serie A, giocavamo il nostro campionato facendo il massimo poi, non nascondo che negli ultimi mesi eravamo lì e perché non giocarcela. Avevamo capito che potevamo fare qualcosa di importante poi ci riuscimmo negli ultimi due mesi quando nel rush-finale vedevamo l’obiettivo alla portata e.. perché non provarci?” Un aneddoto, sia in campo che fuori, che ricordi con molto affetto della città di Pescara? “Quello che mi ricordo sono i festeggiamenti, la gente che ci bloccò all’aeroporto quando tornammo da Genova e per arrivare allo stadio ci mettemmo quasi un’ora. La gente che ci aspettava allo stadio ma quello che successe durante la settimana con la festa ed il calore me lo ricorderò per sempre.” Quella squadra ricevette tantissimi complimenti dai vari Guardiola e Sacchi. Cosa provavate quando due allenatori che hanno segnato la storia del calcio parlavano di voi? “Sicuramente era motivo di grande soddisfazione, soprattutto anche e presumo per mister Zeman. La sua squadra che veniva elogiata da due tecnici rivoluzionari ed importanti, uno del passato e l’altro del presente, faceva molto invidia per gli altri e noi che eravamo gli artefici di quel cammino.” 

Parlando del presente: il Pescara è retrocesso in Serie C, che consigli daresti alla società per una pronta risalita in B? “Non mi sarei mai aspettato di poter vedere il Pescara retrocedere perché me la ricordo sia in Serie A che in B. Non è una frase retorica, fatta o studiata a tavolino ma perché una piazza come questa non può stare in C. È un ambiente dove si parla di calcio dalla mattina alla sera, dove la gente vive di calcio ed è molto calorosa e diciamo che come clima è una “piccola Napoli” come contesto. È veramente triste vedere una situazione poi, nel calcio, non sempre si può vincere e sicuramente, a mio avviso, il Pescara tornerà nei contesti dove merita. I consigli non li devo dare io ma l’unica cosa che posso dire è rimboccarsi le maniche, cercare di fare una squadra ed un allenatore giusto per poter tornare nelle categorie che merita, almeno la Serie B.

 

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