Prima squadra

Via rimorsi e rimpianti, ci sono 10 partite per l'impresa

L'analisi

06.03.2026 08:05

Tutto in una notte, la grande impresa sfiorata e il sapore amarissimo della beffa. Il Pescara che è tornato con un punto da Frosinone e che ha già la testa a domenica per la partita da non fallire per nessun motivo al mondo, quella con il Bari, deve cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno per non essere travolto dai rimorsi e dai rimpianti. Uscire dallo Stirpe con un punto al cospetto della terza forza del campionato e a chiusura di un trittico da brividi, aperto a Venezia e proseguito con la sfida interna al Palermo prima dell'infrasettimanale ciociaro, a partita da giocare sarebbe stato accolto benevolmente da tutti, ma al triplice fischio i due punti lasciati per strada risultano essere pesantissimi. Vincere a Frosinone non solo avrebbe dato continuità al successo con il Palermo e cambiato almeno parzialmente volto alla graduatoria, ma avrebbe rappresentato una potentissima iniezione di fiducia e consapevolezza per la truppa in vista delle ultime 10 partite di campionato, che mettono in palio 30 punti in un percorso a tappe che per il Delfino sulla carta non è impossibile da sostenere. Nel girone di ritorno, infatti, il Pescara ha già affrontato ben 7 delle prime 8 della classe (manca solo la Juve Stabia) e adesso ha tanti scontri diretti in programma, tutti all'Adriatico eccetto quello di Reggio Emilia, e altre partite sulla carta abbordabili. E la squadra vista contro Venezia, Palermo e Frosinone, capace di conquistare 4 punti ma che ne avrebbe meritati di certo almeno 6, sembra in grado di poter fare filotto, sempre che la catena di infortuni muscolari dia tregua e che mister Giorgio Gorgone possa avere una minima possibilità di scelta, di partita in partita e anche in corso d'opera. A Frosinone, ad esempio, per l'ennesima volta la panchina pescarese è stata costretta a cambi forzati (il primo addirittura dopo 3') e a inventare nuove posizioni a più giocatori. E in una situazione da acqua alla gola nella quale versa il Delfino ormai da mesi, basta davvero poco per annegare. Il finale dello Stirpe ne è la più fulgida testimonianza, con un vantaggio di due gol svanito in una manciata di minuti dopo che per 85 giri di lancette il Pescara ha praticamente dominato, interpretando la partita in modo quasi perfetto. Ma la sfida di Frosinone è stata una sorta di romanzo thrilling senza lieto fine. Tre gol, di cui uno annullato e uno segnato con il Frosinone fermo e convinto che l'arbitro avesse fischiato fallo, due infortuni a determinare cambi forzati, gara sospesa per 9 minuti per lancio di petardi, un palo, un rigore contestato sui titoli di coda dei tempi regolamentari con espulsione del difensore annessa e il pari siglato a 1 minuto e mezzo da fine recupero sono stati gli ingredienti di sfida sui generis in tutto e per tutto. Il Pescara resta così ultimo staccato di 4 lunghezze da chi lo precede, ovvero lo Spezia, e con Bari ed Entella, che oggi sarebbero le deputate a giocarsi il playout e che curiosamente saranno le prossime due avversarie della truppa all'Adriatico, lontani 6 punti. Il margine di errore è ormai davvero ridotto al lumicino, negli scontri diretti non ci si potrà permettere alcun passo falso anche perchè in una graduatoria così corta alla fine dei conti anche la classifica avulsa potrebbe avere un peso gigantesco. Ci sarà da vivere con il fiato in gola e sul filo del rasoio almeno per le prossime 4 giornate, perchè senza una netta accelerata nei prossimi 360 minuti in termini di punti conquistati gli ultimi 6 turni potrebbero essere solo utili a fini statistici ma non a cambiare un triste destino che sarebbe invece già praticamente certo. 

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