Prima squadra

VOLTARE PAGINA E INVERTIRE LA ROTTA. IMMEDIATAMENTE

08.11.2016 10:01
Quattro ceffoni in pieno volto che fanno male. Malissimo. Nella gara più importante di questo scorcio iniziale di stagione il Delfino cola a picco nel modo peggiore. E viene fischiato sonoramente. Il pranzo domenicale è stato assolutamente indigesto per il popolo pescarese che sperava nella partita della svolta e che invece si è ritrovato con quattro gol sul groppone. «Gli scontri diretti bisogna vincerli, ma è assolutamente necessario non perderli», avevano detto tutti i protagonisti in sede di presentazione della sfida. Missione fallita, dunque, e strada per la salvezza che si fa in salita. Attenzione: non compromessa, ma più difficile. Nulla è perduto, non si devono fare drammi. Il mini torneo a 4 squadre (Pescara, Empoli, Palermo e Crotone) per la salvezza è assolutamente aperto. Dietro si viaggia con il freno a mano tirato, tutto è ancora possibile. Ma urge una onesta presa d'atto di una situazione che fa spirare fortissimi i venti di crisi su Pescara. Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia. La classifica piange, il successo non arriva e ora si dovrà valutare anche il contraccolpo psicologico della scoppola rimediata da Saponara e soci. «E' ancora presto per tirare le somme, mancano tantissime partite alla fine del campionato e può bastare qualche risultato positivo per rimettere tutto in gioco. Adesso è normale essere negativi dopo uno 0-4 contro una diretta concorrente per la salvezza ma dobbiamo cercare di restare positivi. C'è solo da abbassare la testa, mettersi a lavorare e rimettersi in gioco. I tifosi sono delusi ma lo siamo anche noi. I fischi? Giusto prenderli quando perdiamo, così come è giusto prendersi gli applausi quando vinciamo. Il campionato è ancora molto lungo, abbiamo bisogno dell'apporto dei nostri tifosi e spero che i fischi servano a darci una svegliata», le parole di Memushaj nel post Empoli. Giuste, corrette. Ma analisi da ampliare. Senza il regalo confezionato dal Sassuolo, dopo 12 gare il Pescara sarebbe triste fanalino di coda della classifica con appena 4 punti, senza aver mai vinto e con numeri da brivido: 8 sconfitte sul campo e 4 pareggi, 4 punti fatti dei quali 3 tra le mura amiche in 7 partite, difesa che subisce tanto ed attacco che segna pochissimo. Nessuno avrebbe mai potuto pensare sin dalla scorsa estate che la salvezza, per il Pescara, sarebbe stata cosa agevole, giova ricordarlo, ma al netto di molti episodi sfortunati - che pure hanno penalizzato - va sottolineata la scarsa attitudine alla battaglia del gruppo. Una provinciale che vuole salvarsi deve fare dell'atteggiamento grintoso la sua prima prerogativa. Più del bel gioco, più del fraseggio da applausi, più del tiki taka. «Abbiamo vinto grazie alla coesione del gruppo, alla voglia di aiutarci nelle difficoltà, alla lucidità nello sfruttare gli errori del Pescara e alla determinazione di dare quel qualcosa in più per raggiungere una salvezza che non sarà facile conquistare come negli scorsi anni. Abbiamo tanta qualità rispetto alle altre concorrenti e una buona organizzazione di gioco», ha detto Riccardo Saponara nel post scontro diretto, «e questa vittoria importantissima è arrivata grazie allo spirito di sacrificio di tutti». Tutto quello che è mancato ai biancazzurri, insomma. Ritrovare coesione e compatteza, trovare nell'unità di intenti il collante di tutto l'ambiente in attesa di gennaio e dei rinforzi necessari per poter lottare devono essere i primi step nel cammino della rinascita. Per dire la propria a testa alta. Perdere si può, è il modo a fare la differenza. Il calendario ora pone al cospetto del Delfino due trasferte consecutive a casa delle prime due forze del campionato. Le prime risposte si avranno nei prossimi 180' di gioco, in attesa delle partite chiave di questo girone d'andata: le trasferte di Crotone e Palermo. Quelle si che saranno gare da non fallire....

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