Undici mesi dopo un'altra serata all'Adriatico con in palio la B
Domani c'è Pescara-Spezia
Undici mesi dopo il Pescara si gioca ancora la serie B. Nello stesso stadio, ma non con la stessa cornice di pubblico perchè domani sera saranno saranno probabilmente in 13mila allo stadio Adriatico a provare a trascinare i biancazzurri verso l'impresa mentre quell'ormai leggendario 7 giugno dell'anno scorso c'era il tutto esaurito per la Finale di ritorno playoff con la Ternana. Il clima era ben diverso. La squadra all'epoca guidata da mister Silvio Baldini era arrivata al secondo atto forte del vantaggio maturato in Gara 1 grazie a Gaetano Letizia e l'entusiasmo in città era travolgente e si è fatto sentire con tutta la sua forza durante i 120 minuti di gioco, perchè – una volta rimasto in 10 per l'espulsione di Matteo Dagasso – il Pescara aveva chiuso i 90' regolamentari sotto di un gol. Il resto è storia. I supplementari con le Fere all'arrembaggio di una porta biancazzurra difesa da un portiere menomato ma in grado comunque di dispensare prodezze e poi la lotteria thrilling dei calci di rigore, proprio con il portiere Alessandro Plizzari ad ergersi ad assoluto protagonista, con tre tiri dagli 11 metri respinti da infortunato a consegnare la promozione in B su un piatto d'argento ad un popolo pescarese in estasi. Meno di un anno dopo, la tifoseria biancazzurra spera di vivere un'altra notte magica, anche se il destino non è esclusivamente in mano al Pescara e non si avrebbe la certezza della permanenza in cadetteria, ma al massimo la possibilità di giocarsi l'estrema chance della doppia sfida playout. Per agganciare gli spareggi, Delfino deve infatti battere lo Spezia, sperare che il Bari perda a Catanzaro e che non vinca almeno una tra l'Entella, che ospita la Carrarese, il SudTirol, che riceve la visita della Juve Stabia, e l'Empoli, di scena in casa del Monza. Con la vittoria biancazzurra e la sconfitta pugliese a Catanzaro, infatti, le due squadre chiuderebbero la regular season a braccetto a quota 37 ma in virtù degli scontri diretti favorevoli sarebbe il Pescara a prendersi l'ultimo posto disponibile per i playout; tuttavia questo incastro non basta, perchè qualora vincessero Entella, Empoli e Sudtirol si produrrebbe il gap i più di 4 punti tra sedicesima e diciassettesima classificata a negare per regolamento la disputata dello spareggio. In caso di disputa dei playout, comunque, il ritorno si gioca in casa della squadra meglio piazzata, dunque all'Adriatico si disputerebbe Gara 1: per regolamento, se persistesse la parità assoluta dopo i 180 minuti di sfida rimarrà in B la compagine che ha chiuso la regular season avanti. Partecipare ai playout però potrebbe risultare fondamentale anche a bocce ferme. Nel caso in cui la Juve Stabia non dovesse riuscire a iscriversi al prossimo campionato di B per i noti problemi societari, chi giocherà gli spareggi sarebbe praticamente certo della permanenza nella categoria a prescindere dal risultato del campo, perché sarà ripescato il club uscito sconfitto dal doppio confronto. Ma sono ovviamente discorsi prematuri, perchè il Pescara prima di fare altri ragionamenti deve batter lo Spezia, che non regalerà nulla: la squadra ligure deve sbancare l'Adriatico e, oltre a tutti gli incastri già spiegati, deve sperare anche che la Reggiana non faccia bottino pieno perchè a differenza della banda Gorgone le Aquile con i granata sono in svantaggio negli scontri diretti. Da martedì lo Spezia è in ritiro a Tirrenia per preparare la partita della vita, anche loro a 11 mesi da una data storica: la Finale playoff per la A persa per mano della Cremonese. Un anno dopo è invece concretissimo il rischio di sprofondare in Lega Pro, ma mister Luca D'Angelo, pescarese doc, crede nell'impresa. “Faremo il possibile per vincere, senza pensare agli altri risultati per evitare di disperdere energie preziose che ci serviranno per cercare di vincere in Abruzzo”.

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