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Nuovo indice di liquidità: i criteri per iscriversi tra Serie B e C

0,5 per la Lega di Serie A, 0,7 sia per B sia per C

29.04.2022 00:01

L'ultimo Consiglio Federale tenutosi nei giorni scorsi, è stato assai importante.  Tra i temi all’ordine del giorno c’è stato anche quello relativo all’indice di liquidità che dalla prossima stagione dovrà essere rispettato non solo per il calciomercato ma anche per l’iscrizione al campionato. Il nuovo indice di liquidità è stato fissato a 0,5 per la Lega di Serie A, a 0,7 invece per la Lega di Serie B e per la Lega Pro.

Che cos’è, quindi, l’indice di liquidità? E perché è così importante? Proviamo a spiegarlo grazie al portale CalcioeFinanza che ne parla così:

Nel 2015 la Federcalcio, tra i vari criteri all’interno del sistema di controlli economico-finanziari, ha introdotto anche l’indicatore di liquidità. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che “l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)”. In sostanza, quindi, si tratta di un indice che dimostra quando un club sia in grado di poter rispettare i propri impegni finanziari a breve termine. Perché è così importante? Perché in due occasioni, durante la stagione (il 31 marzo e il 30 settembre), la Co.Vi.So.C. verifica che i club stiano rispettando il valore. E, in caso di mancato rispetto della misura minima, “la Co.Vi.So.C. dispone la non ammissione ad operazioni di acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori rispettivamente per la sessione estiva e per la sessione invernale”, si legge nel regolamento. In sostanza, blocca il calciomercato in entrata dei singoli club.

Non si tratta, tuttavia, di una decisione definitiva. Infatti, il provvedimento è revocabile in caso di intervento dell’azionista di maggioranza o degli azionisti in generale, che possono riportare in positivo l’indicatore di liquidità mettendo mano al portafoglio tramite:

  • versamenti in conto futuro aumento di capitale;
  • aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;
  • finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
  • versamenti in conto copertura perdite.

Esiste però una seconda strada per poter sbloccare gli acquisti, ovverosia tramite le cessioni. Entra in gioco così il mantra «vendere e poi comprare». Il blocco degli acquisti infatti è tale “salvo che, per ogni acquisizione, la Lega di competenza riscontri l’integrale copertura del relativo costo, attraverso il saldo positivo derivante dalle operazioni di trasferimento dei calciatori precedentemente e/o contestualmente intervenute”, si legge nelle NOIF.

“Ai fini della definizione di detto saldo positivo si terrà conto, oltre che del saldo finanziario attivo della campagna trasferimenti, anche della differenza tra il residuo costo contrattuale, comprensivo di parte fissa e variabile, dei calciatori ceduti e costo contrattuale, comprensivo di parte fissa e variabile, dei calciatori acquisiti”.

In sostanza, quindi, serve un saldo positivo tra acquisti e cessioni, ma non solo a livello di cartellino: la Lega tiene in considerazione anche quanto il giocatore che viene ceduto deve ancora ricevere da contratto per quanto riguarda stipendio e bonus, così come il valore complessivo del contratto del giocatore acquistato sempre tra stipendio e bonus.

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