Eliot Thelen è rientrato a Pescara
Uno dei sopravvissuti alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, nel ditretto di Sierre
È rientrato ieri sera a Pescara il giovane calciatore Eliot Thelen, uno dei sopravvissuti della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Nel giorno del suo diciannovesimo compleanno, il difensore lussemburghese della Primavera del Pescara è rientrato dunque in sede, dopo aver trascorso a casa dei genitori nel canton Vallese i primi giorni dopo quanto accaduto nel locale “Le Costellation”. Eliot adesso dovrà provare a riprendere le redini della sua vita, prima ancora che della promettente carriera, dopo che è stata comunque stravolta in quella maledetta notte di fuoco e morte. Thelen è stato tra i più fortunati degli avventori del lounge bar, essendosela cavata con qualche ustione di non grave entità alla mano destra (segnatamente alle dita) e senza aver mai aver avuto compromesse le capacità respiratorie, tanto da aver dato inizialmente il suo contributo ai primissimi soccorsi, una volta tirato fuori dal locale in fiamme da una mano rimasta ignota e che lui stesso ha identificato come «quella di Dio». Solo dopo qualche ora è stato portato in ospedale per le cure del caso e gli ulteriori accertamenti necessari, venendo dimesso l'indomani. Aveva visto la morte in faccia e ha raccontato di aver pensato di non farcela quando era per terra e con l'unica via di uscita lontana, poi è arrivata quella mano sconosciuta a salvarlo e a renderlo testimone oculare, ma non l'ennesima vittima, di ore interminabili di angoscia e terrore ma che dovevano essere nelle premesse di gioia, festeggiamenti e sorrisi. «Ho visto cose terribili, le persone ustionate, il dolore e ascoltato le urla. Io ero senza scarpe e senza maglia, ma ho cercato comunque di aiutare i miei amici che stavano peggio di me», aveva raccontato appena dimesso, ancora dolorante ma, soprattutto, scosso a livello emotivo. Doveva rientrare in Lussemburgo prima di partire per Pescara e riaggregarsi alla squadra, ha scelto invece inizialmente di rimanere nella località svizzera, che da tempo era solito frequentare, per restare vicino a chi aveva condiviso con lui quella tremenda esperienza. Eliot era nel locale con altri amici, che hanno avuto conseguenze ben peggiori delle sue nell'incendio divampato all'improvviso. Con lui c'era il suo migliore amico Tahirys Dos Santos, stellina del Metz con la quale aveva stretto un forte legame all'epoca della comune militanza nelle giovanili del club transalpino prima del trasferimento di Eliot al Pescara, e la sua fidanzata, entrambi rimasti gravemente ustionati. Tahirys, in particolare, tornato adesso in Francia per essere curato e forse nuovamente operato al Mercy Hospital di Metz dopo un ricovero a Stoccarda, in Germania, ha rimediato ustioni sul 30% del corpo. Era rientrato nel locale per provare a salvare la fidanzata, che era ancora intrappolata nell'edificio in fiamme. Eliot proprio per loro aveva scelto, con il placet del Pescara Calcio, di non rientrare in città, come da programma, domenica 4. Aveva (ed ha ancora) bisogno di tempo per ritrovare un minimo di serenità, provare ad archiviare una tristissima pagina e tornare a dedicarsi, anima e corpo, alla sua grande passione, il calcio, come aveva fatto fino a quella tragica sera.
Fonte: Il Messaggero

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