L'incastro Di Nardo - Parigi
Aspettando le comunicazioni ufficiali
MANCANO SOLO GLI ANNUNCI, O QUASI… Il Pescara ha le mani su Giacomo Parigi. Ieri il direttore sportivo Pasquale Foggia ha rotto gli indugi e, una volta sistemata la questione Antonio Di Nardo, ha aperto il canale con l'omologo Luigi Condò del Latina per aprire la trattativa per il bomber che da sempre era in cima alla lista biancazzurra della spesa. Fino a ieri il Delfino, imbrigliato nelle piaghe della complicata cessione di Di Nardo, si era limitato a palesare l'interesse per l'attaccante e a prendere contatti con l'entourage del giocatore, ma senza poter affondare il colpo o aprire serie interlocuzioni con la controparte pontina. Aveva comunque stabilito un canale privilegiato con il ragazzo, che mister Antonio Buscè conosce benissimo, aspetto che ha poi portato i suoi dolci frutti: se Parigi sarà infatti l'erede di Di Nardo (contratto biennale più opzione da 200mila euro) lo si deve infatti in primis alla preferenza accordata dalla punta classe 1996 e dal suo manager alla destinazione dannunziana. Questo ha fatto la differenza rispetto alla corte del Ravenna e di altri club. La società di Ariedo Braida, Ronaldinho ed Andrea Mandorlini nei giorni scorsi aveva trovato un accordo di massima con quella nerazzurra sulle cifre dell'operazione (400mila euro più bonus, alcuni semplici da centrare e altri meno) ma non aveva raggiunto l'intesa definitiva sulle modalità di pagamento e sull'entità dell'ingaggio con Parigi stesso, che ha aspettato il Delfino fino all'ultimo, da separato in casa (come Di Nardo, ha lavorato sempre a parte e non è stato convocato nelle prime due gare ufficiali della stagione). Ieri il Ravenna, che sabato curiosamente affronterà proprio il Latina in campionato (ore 18 allo stadio comunale Bruno Benelli) e che poi sarà di scena a Pescara domenica 6 settembre, ha virato su Simone Rabbi del Cittadella (ufficiale) e di fatto ha agevolato il Pescara nel suo blitz vincente. Parigi, classe '96, è reduce dalla sua miglior stagione in carriera, fatta da 19 gol e 4 assist complessivi (17 più tre in campionato), e insieme a Buscè a Rimini 2 anni fa ha vinto la Coppa Italia di C segnalandosi come goleador di razza per la terza categoria con 14 reti e 8 reti annuali e raggiungendo così per la prima volta in carriera la doppia cifra di marcature. Si tratta di un giocatore che forse ha trovato tardi la sua vera dimensione, ma che risponde all'identikit tracciato dallo staff tecnico e dal management pescarese per far fare il salto di qualità al reparto offensivo: trattasi infatti di centravanti di struttura, non statico e che ha fame e attitudine a segnare. Nel pieno della maturità e con un contratto in scadenza tra 10 mesi, Parigi vuole misurarsi con una realtà più importante ed ha sempre ritenuto Pescara la destinazione perfetta. L'idea del Pescara è quella di mettere il giocatore a disposizione del suo mentore Buscè già per Forlì, almeno per la panchina dato che la condizione fisica non può essere quella ottimale dopo giorni in naftalina. La spinta definitiva per dare l'assalto a Parigi è stata data dalla definizione della cessione di Di Nardo alla Juve Stabia, che ieri si è definitivamente sbloccata dopo i piccoli intoppi registrati martedì. L'ormai ex bomber biancazzurro ha accettato Castellammare di Stabia, legandosi alle Vespe campane con un ricco triennale (cifra annuale che sfiora il mezzo milione in caso di bonus tutti centrati) e garantendo alle casse societarie del club presieduto da Daniele Sebastiani una ghiottissima e totale plusvalenza, essendo il giocatore sbarcato in riva all'Adriatico 12 mesi fa a parametro zero. Tra base fissa e bonus, infatti, il Pescara potrà arrivare ad incassare oltre 2 milioni, che si sommano al denaro già ottenuto dalle cessioni di Lorenzo Berardi al Venezia e Giacomo Olzer al Modena.

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