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29792 giorni dopo (Coppa Italia a parte)

Dal sito ufficiale dell'Olbia

29.10.2021 00:01

Lo sapevate che….?

Ai tempi si scendeva in campo con il nome di Gil Terranova, ma si era - in virtù del decreto estivo promulgato dal regime fascista - già Olbia a tutti gli effetti. Correva la stagione 1939/40, quella prima storica partecipazione dei bianchi al campionato di Serie C.  È a quella lontana e leggendaria epoca di un calcio che diventava, anche in Sardegna, vieppiù popolare e rappresentativo, che risalgono gli unici due confronti che hanno visto opporsi, sul campo da gioco di un campionato ufficiale, l’Olbia e il Pescara

I PREPARATIVI. Il sodalizio abruzzese, fondato appena appena tre anni prima, più precisamente il 4 luglio 1936, era ancora ben lontano dai fasti gloriosi e prestigiosi che avrebbe raggiunti nei decenni a seguire e, per il momento, aveva scalato i gradini regionali che portavano alle competizioni nazionali: dalla seconda divisione alla Serie C, quindi, nella quale il Pescara debuttò un anno prima dell'Olbia. In quello stesso anno, l’Olbia, ispirata da uno scatenato Flavio Piras (4 reti nella finalissima), aveva ragione di tutte le avversarie isolane aggiudicandosi il titolo regionale (e il conseguente lasciapassare per la Serie C) con la tennistica vittoria per 6-0 sul Monteponi. 

LA PRIMA ASSOLUTA. Fu lo stesso Piras ad andare in gol nel primo confronto assoluto tra Bianchi e Delfino: il 10 dicembre 1939 il bomber trafisse l'estremo difensore Fabiani portando avanti l’Olbia all'11' di gioco. Per parte pescarese, tuttavia, ci pensò Arrighi, all’86’, a guastare la festa del pubblico accorso all’allora campo sportivo Casalini: la contesa finì 1-1. 

LA GARA DI RITORNO. Nonostante l’amarezza per la vittoria sfumata, ben diverso fu l’esito della gara di ritorno disputata allo Stadio Rampigna, anch’esso curiosamente costruito, come quello della città di Olbia, in un’area adiacente a un corso d’acqua, il fiume Pescara. Davanti al proprio pubblico, la squadra guidata da Mario De Palma resse sostanzialmente un tempo, comunque concluso sotto di due reti: i padroni di casa aprirono le danze al 9’ con Carta, l’Olbia pareggiò al 29’ con Esposito, ma poi due reti in un minuto (37’ e 38’) a opera di Maturo e Piccinini compromisero morale e resistenze. Nella ripresa, il Pescara dilagò chiudendo i giochi sul 6-1 (Piccinini e Carta firmarono la doppietta personale, Guarnieri il sigillo sull’incontro). 

L'ANTIPASTO DI COPPA. Da allora, da quegli albori che furono - giocoforza - costretti a fare i conti con gli effetti collaterali di un conflitto mondiale imminente anche in suolo italico, le due squadre non hanno più incrociato i propri gagliardetti su un campo di calcio vivendo storie calcistiche a latitudini professionistiche differenti. Fino allo scorso 19 agosto, quando il primo turno eliminatorio della Coppa Italia di Serie C ha messo di fronte, allo stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia, il Pescara di Auteri e l’Olbia di Max Canzi. A imporsi, con un 2-0 firmato nella seconda parte della ripresa dalle reti di Galano e Cancellotti, sono stati i padroni di casa. 

LA STORIA RICORRE. Domenica 31 ottobre si torna però a sfidarsi in una gara di campionato. Di nuovo in Serie C. La bellezza di 29792 giorni dopo l’ultima volta. O, se preferite, dopo oltre 70 anni. Il tempo di una vita. 

Fonte: sito ufficiale Olbia

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