Prima squadra

Fiorillo: "Il mio sogno è tornare in serie A con il Pescara e sono sicuro che prima o poi lo realizzerò"

"Un anno fa ho detto di no al Palermo pur di restare"

31.05.2018 06:59

Parole da capitano vero, parole da leader vero: Vincenzo Fiorillo archivia una stagione complicata e guarda al futuro. Con quell'ottimismo tipico pescarese che lui, ormai pescarese d'adozione, conosce benissimo.

"Quello che mi auguro è che il Pescara possa subito tornare a disputare campionati all’altezza di questa città. Ho avuto la fortuna di vedere il lato bello di Pescara e sono sicuro che torneremo a vivere momenti importanti. Il tempo mi darà ragione, perché faremo tesoro delle lezioni imparate negli ultimi due anni. Il mio sogno è tornare in serie A con il Pescara e sono sicuro che prima o poi riuscirò a realizzarlo", le sue parole.

Con 112 presenze ha nel mirino Bordoni, fermo a quota 130, come portiere con più presenze nella storia del Pescara: "Conosco questa statistica ed è un mio obiettivo superare un grande come Paolo. Da quando sono a Pescara ho passato momenti belli e momenti meno felici ma il mio atteggiamento verso questa maglia non è mai mutato. Riuscire a diventare il portiere con più presenze nella storia di questa società sarebbe per me un motivo di grande orgoglio, anche perché sono i numeri quelli che rimangono. Sono passati tanti grandi portieri per Pescara e fare paragoni non ha senso, ma per me sarebbe un traguardo bellissimo da tagliare a livello personale".

Sulla salvezza conquistata c'è la sua indelebile firma: "Gli ultimi mesi sono stati davvero difficili, c’è stato un momento in cui le cose stavano davvero mettendosi male ed ho vissuto quel periodo male, perché non volevo deludere me stesso, chi crede in me ed i tifosi. Non mi aspettavo di dover lottare fino all’ultimo minuto per la salvezza, per fortuna abbiamo raggiunto l’obiettivo. Quando ti ritrovi a lottare con squadre costruite per salvarsi e tu, invece, nella tua natura non hai determinate caratteristiche perché sei una squadra costruita per altri obiettivi, non è così scontato portare a casa il risultato. Con Pillon in un mese e mezzo abbiamo trovato la mentalità giusta, ci ha tramesso tanta serenità. La retrocessione dalla serie A non ha inciso mentalmente sui giocatori, ha inciso più sul malumore della piazza che si è allargato nel corso della stagione grazie a risultati deludenti. Adesso bisogna ricostruire. E per rendere un gruppo forte serve senso di appartenenza, che nei momenti difficili fa la differenza. Mi auguro che chi verrà a Pescara possa farlo con la giusta voglia di indossare la maglia biancazzurra: arrivare a Pescara deve essere un punto di arrivo e non solo un trampolino di lancio". 

Lui la sua scelta l'ha fatta in tempi non sospetti: "Questa è una piazza esigente ma se sei leale e dai tutto lo capisce e ti supporta, spero si possa aprire un nuovo ciclo vincente. Esattamente un anno fa ho detto di no al Palermo, avevo avuto qualche contatto con il direttore Lupo ma onestamente ero sicuro e convinto di poter essere il portiere titolare, nonostante la presenza di un portiere altrettanto bravo come Pigliacelli. Ho troncato sul nascere questa ipotesi e non l’ho riaperta anche quando mi sono reso conto che all’inizio probabilmente non sarei stato il titolare"

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