Prima squadra

Repetto: “Il calcio va aiutato e sostenuto”

arola al d.s del Pescara sulla possibile ripartenza, protocollo ed il danno economico delle società

07.05.2020 00:38

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - Ecco la seconda parte delle dichiarazioni (QUI LA PRIMA) di Giorgio Repetto rilasciate da Rete8, nelle quali ha espresso la sua opinione sulla possibile ripartenza del campionato e sul danno economico che potrebbero subìre le società di calcio, specialmente quelle di B e C, e sul protocollo emanato dal CONI:

“Non sono uno di quelli che insiste nel ricominciare il campionato, quello che mi da fastidio è che venga utilizzato il calcio in un fattone negativo. Il calcio è una disciplina molto seguita in Italia che porta molti miliardi allo Stato e molti posti di lavoro, non mi riferisco ai calciatori ma alla gente che vive nell’indotto del calcio. Ci dev’essere un componente del Governo che dica che non si gioca più, la Federazione e le Leghe prenderanno le proprie decisioni e nel frattempo si troverà un modo sulle promozioni e retrocessioni però il Governo deve capire che le decisioni inappellabili, anche quelle delle Federazioni, altrimenti si rischierebbe di vedere a giugno società che andranno al TAR com’è successo negli altri anni. Abbiamo un uomo di calcio che è Gravina, il Governo prenderà le proprie decisioni ma dovrà far recuperare una parte di quello che perderanno le società, perché il danno economico sarà grandissimo e soprattutto per le società di Serie B, come il Pescara, avranno un danno di 5 milioni di euro. Come andranno in soccorso le altre società anche il calcio dev’essere sostenuto, oppure se si dovesse giocare dovrà avvenire in sicurezza. Il protocollo? Oltre ad essere difficile è anche molto costoso, credo che lo Stato debba garantire a tutti di fare i tamponi e, nel caso del calcio, si dovranno pagare e saranno le Leghe a partecipare. Noi ad esempio dovremo andare a giocare a Cremona, Venezia e Verona e non ci sono alberghi a Cremona sanificati al 100%. Come ho detto prima, credo che ci debba essere una forte assunzione del Governo, chiudere tutto ed eventualmente trovare un sistema per cui non ci possano essere dei ricorsi, nell’assoluta meritocrazia nello stabilire chi debba salire e retrocedere nei campionati di A, B, C e quarta serie e magari fermare e ricominciare, sperando che a luglio si possa ripartire tranquillamente. Tra l’indotto ed il diretto il calcio porta nelle casse dello Stato dai 15 ai 20 miliardi di euro. Quando leggi che un calciatore ingiustamente guadagna troppo, dove io sarei il primo a non pagare uno stipendio di 5-6 milioni di euro, per me 100'000 euro al mese sarebbe una cifra troppo enorme. Il calciatore non è un professionista ma un calciatore-professionista e a livello delle Agenzie delle Entrate è un operaio assimilato. Capisco che faccia ridere e pena perché un operaio guadagna 1200 euro ma le tasse pagate su quella cifra danno molto respiro allo Stato. È normale che non sarà come prima, ci troviamo in una situazione particolare, dove l’Atalanta si trova tra le prime 8 squadre d’Europa, la Juve ha perso 1-0 contro il Lione e potrebbe ribaltare il risultato, il Napoli deve giocare la gara di ritorno contro il Barcellona mentre l’Inter e la Roma sono ancora in corsa per l’Europa League. C i troviamo in una situazione che non attraversavamo da anni, con il blocco dell’economia e tante vittime e stiamo qui a parlare di un’attività come tutte le altre. Mi vengono in mente i ristoratori, bar, stabilimenti balneari e chiunque abbia un’attività in questo momento sta soffrendo. Credo che oggi tutti noi avremmo bisogno di ricominciare e nel giro di 15-20 giorni spero che possano ripartire tutte le attività. Il calcio ha preso un mese di tempo e si parla di poter ripartire a metà giugno, si spera che tra 40-45 giorni la situazione possa essere migliorata. Mi auguro che si possa ricominciare perché è il mio mestiere e perché mi piacciono le partite di calcio. Non tengo conto della partita di Benevento perché siamo stati l’unica società a capire la gravità del momento, perché il presidente ed i dottori avevano mandato una e-mail al Governo ed alla Federazione per non giocare la partita. I Ministri ed i Governi non hanno capito che il calcio va aiutato perché fa sopravvivere anche gli altri sport affiliati al CONI.”

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