Editoriale

La stagione più brutta con il finale più bello..

Imparare dagli errori commessi per non ripeterli più è l'imperativo

15.08.2020 01:09

- Un Ferragosto bellissimo dopo il grande spavento -

La stagione più lunga e anomala è andata in archivio. Alla vigilia di Ferragosto il ritorno dei playout ha sancito il verdetto ineluttabile: il Pescara è salvo. Alzi la mano chi due settimane fa, al di là di fede e speranza, pensava che potesse accadere. Il Pescara, figlio di mille errori, era allo sbando e, particolare di non poco conto, era retrocesso sul campo. Il destino e le inadempienze del Trapani sul pagamento in tempo utile degli stipendi di gennaio e febbraio hanno concesso la doppia prova d'appello ai biancazzurri che, paradossalemente, 4-0 al Benevento con Zauri in panca a parte, hanno sfornato le due migliori prestazioni dell'anno e portato a casa, ai rigori, una salvezza importantissima. Retrocedere, infatti, avrebbe comportato mille problemi per tutto il club e una difficile impostazione dell'immediata risalita. Chiedere referenze al Bari in tal senso, ma non solo ai Galletti. 

La doppia battaglia con il Perugia, squadra che ha un potenziale in attacco di gran lunga superiore al Pescara, ha visto vincitori i biancazzurri che hanno sfoderato prestazioni gagliarde, tutto grinta e sostanza. E attaccamento alla maglia. La domanda, marzullianamente, non può che essere una e sorge spontanea: perchè solo con l'acqua alla gola e nella prova senza appello? Alla fine, alla lotteria dei rigori dopo una Gara 2 estenuante e per cuori forti, Fiorillo ha vestito i panni dell'eroe parando 2 rigori e Masciangelo ha calciato il penalty decisivo. Bravi tutti i biancazzurri, al Curi (ma solo là e a Gara 1). Semplicemente monumentale Campagnaro, che a 40 anni appena compiuti ha chiuso ufficialmente la carriera dando un contributo semplicemente essenziale. 

Passato lo spavento, adesso non si deve cancellare e resettare la stagione. Il colpo di spugna non serve, serve invece riflettere. Bisogna fare autocritica e imparare dagli errori di un'annata orribile. Salvata la categoria, bisogna impostare la nuova stagione che ha un solo imperativo: non ripetere le stesse scelte nefaste. In tal senso un bel segnale è arrivato dalle parole post Perugia del d.g. Repetto. Sono stati tranti, troppi gli errori della società. E gravi. Inutile fare nuovamente l'elenco. E' noto a tutti. 

Bisogna ripartire, cercando anche di ricucire gli strappi che questa stagione ha inevitabilmente allargato nell'ambiente. Non sarà facile e starà alla società fare i passi giusti anche in questo ambito. 

E' stata una stagione molto brutta, con un finale molto bello. Da romanzo. E quando si parla di Pescara, il romanzo è sempre intensissimo. Ma il lieto fine adesso deve diventare un nuovo inizio. Di un romanzo che sia bello dalla prima all'ultima pagine...

 

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