Prima squadra

Bari - Pescara 1-0, le pagelle dei biancazzurri

Fiorillo evita la débacle. Male il reparto offensivo

13.11.2017 09:03

A CURA DI DANIELE BERARDI

Posticipo amaro per i ragazzi di Zdenek Zeman. Il Bari conquista i tre punti nel big-match del San Nicola grazie ad una punizione di Brienza e ad un secondo tempo giocato su ritmi infernali. Abruzzesi positivi nella prima mezz'ora e nell'ultimo quarto d'ora. Nel mezzo, è un assedio a tinte biancorosse.

FIORILLO 7: Il migliore dei suoi per distacco e questo la dice davvero lunga. Tiene a galla il Delfino con due interventi a dir poco miracolosi. Il primo, su Cissé, rimembra tempi ormai andati alla Primavera della Samp, quando si parlava di lui come del nuovo Buffon. La serata di grazia continua su Galano nella ripresa, che a tu-per-tu si lascia ipnotizzare dall'estremo difensore biancazzurro. Capitola soltanto sulla punizione di Brienza, peraltro deviata dalla sua barriera. Il gol subito non macchia una prestazione più che convincente del portiere genovese, che si conferma saldamente in possesso della palma da titolare.

ZAMPANO 6: L'ex terzino del Verona e della Samp appare pimpante e voglioso di lasciare il segno nelle prime battute. Accompagna il Pescara sulla trequarti pugliese durante il primo tempo, limitando Improta e il dirimpettaio Fiamozzi. Ma nella ripresa cala anche lui come tutti i suoi compagni e lascia campo al forcing spietato dei padroni di casa. Nel complesso non affonda. (Dal 27' st CRESCENZI 6: Dà il cambio ad uno Zampano uscito stremato dal duello contro la catena di sinistra biancorossa. Prova a ridare anima e verve agli ultimi assalti di un Pescara ferito. E' l'ultimo dei suoi ad arrendersi, impegnando Micai con un destro insidioso dal limite dell'area. Quando c'è necessità, lui si fa sempre trovare pronto.

FORNASIER 5,5: Nella prima frazione regge bene la fisicità dell'imponente Cissè, assieme al suo compagno di reparto. Tuttavia, si percepisce costantemente quella sensazione di incertezza che pervade tutto il pacchetto arretrato, quando il Bari spinge sull'acceleratore. Insicurezza che viene fuori a grappoli nella ripresa, con la pressione dei biancorossi che non lascia respiro alla squadra di Zeman. Nel complesso, una prova non da cestinare in toto (la rete arriva solo su palla in attiva), ma i difensori “zemaniani” sono ben altra cosa.

PERROTTA 5,5: Discorso molto simile a quello del collega. L'assenza di Bovo, probabilmente, ha inciso parecchio su un match così importante e la pressione gravava tutta sulle spalle di due ragazzi poco carismatici in questo senso. Il prodotto del settore giovanile biancazzurro non demerita, rischiando poco o nulla sulle imbucate centrali e mostrandosi pratico e deciso nelle uscite laterali. Ma quando c'è da impostare, son dolori. Cissé, prima, Nené e Floro Flores, poi, fanno davvero paura ma la loro pericolosità rimane aleatoria anche per i meriti dell'ex Avellino. Seconda frazione in totale apnea.

MAZZOTTA 5,5: Più preciso di Zampano negli appoggi e in fase di impostazione, ma dalle sue parti agiscono due brutti clienti nella serata del San Nicola. Galano sembra elettrizzato, Anderson è un diavolo sulla destra. Contenere i loro spunti e le loro accelerazioni appare difficile per chiunque. Passata la tempesta della prima mezz'ora del secondo tempo, prova a mettere il naso fuori dalla sua metà campo accennando una reazione. Ma i suoi tentativi (uno su tutti respinto da Micai coi pugni) sono parole nel deserto ed è costretto ad arrendersi di fronte alla superiorità degli avversari.

PALAZZI 5: Si vede poco, pochissimo. In realtà non si vede praticamente mai. Fa tanto lavoro sporco, mordendo le caviglie di Tello e compagni ma i “tuttocampisti” baresi sembrano andare al doppio della velocità. Si fa notare solamente per un tiro molle e poco convinto nella prima frazione, sul quale Micai non ha neanche bisogno di sporcarsi i guanti. Lascia il campo a Valzania, a metà ripresa, per problemi fisici. Dal 28' st VALZANIA 5,5: Anche lui può poco o nulla di fronte alle folate dei pugliesi. Ha il demerito di compiere il fallo dal quale scaturisce il vantaggio di Brienza. L'intervento è pericoloso e gli costa il giallo. Il Pescara, in quel momento, era in catalessi e il suo ingresso doveva servire a dare una scossa ai suoi. Più che una scossa, scava una bella fossa e ci si infila dentro, rimanendo sulle sue anche durante gli ultimi minuti di disperato arrembaggio.

CARRARO 6: Predica calcio per un tempo, tra aperture, appoggi e recuperi in mezzo al campo. Poi, nella ripresa, patisce il ritmo folle imposto dai padroni di casa. Dopo lo svantaggio prova a riprendere le misure ad un reparto in piena crisi. In generale è una delle poche note liete della serata col suo mancino vellutato. Può essere una buon alternativa per mister Zeman, in quella porzione di campo. In attesa del fondamentale rientro di Proietti.

BRUGMAN 5: Premesso che un calciatore come lui ha poco a che vedere con la categoria, al cospetto del Bari non fornisce assolutamente la controprova di tutto ciò. Qualità, inserimenti, visione di gioco, dinamismo. Niente di tutto questo. Surclassato a più riprese da Busellato e Tello, con Anderson che lo costringe a boccheggiare dietro le sue falcate e Petriccione che lo schernisce in più di un'occasione. I mediani biancorossi gli scappano da tutte le parti, il Pescara ha estremo bisogno del suo leader sudamericano e il problema della collocazione in campo non può essere più una scusante.

MANCUSO 5: Tanta generosità e altrettanta voglia di sacrificarsi, ma stasera non la vede proprio mai. Il Bari si mostra eccezionalmente quadrato nel reparto difensivo e l'ex Samb non riesce a perforare il pacchetto con i suoi consueti tagli. Come parziale giustificazione, va detto che ha la sfortuna di incontrare sulla sua strada un Anderson in forma olimpica. L'olandese lo taglia fuori in più di un'occasione, ridicolizzandolo sulla trequarti opposta a quella di competenza. Di certo non il peggiore della serata, ma il Mancuso visto al San Nicola è un lontano parente di quello ammirato nelle ultime uscite.

PETTINARI 5,5: Meriterebbe la sufficienza per l'abnegazione e la volontà con cui aiuta i compagni nell'arco del match. Si danna l'anima recuperando palloni a più non posso soprattutto nella prima frazione. Ma nell'ambito della sua valutazione, pesa lo zero nella casella dei tentativi verso la porta di Micai. Fa strano vedere un attaccante zemaniano inibito in questo modo. C'è da dire che il suo lavoro per i compagni è davvero encomiabile, ma se un attaccante non tira mai in porta inevitabilmente il giudizio sul suo conto assume un retrogusto alquanto amarognolo.

DEL SOLE 5: Prestazione estremamente negativa da parte del talento campano. Fiamozzi lo ingabbia alla grande concedendogli solo qualche rapida folata. Ha un'occasione abbastanza ghiotta ma preferisce calciare addosso alla muraglia eretta da Tonucci piuttosto che aprire per i compagni meglio posizionati. Apparso fuori fase e fuori dal gioco, deve ritrovare se stesso e un briciolo di coraggio in più. Altrimenti, conservare il posto da titolare potrebbe rivelarsi davvero complicato. Dal 28' st CAPPELLUZZO 5,5: Entra per dar man forte a Pettinari, rilevando un Del Sole a tratti abulico. Fa a sportellate coi difensori pugliesi, ma concretamente offre un bottino davvero magro alla ribalta offensiva del Pescara. Il suo ingresso, in una fetta di campo non propriamente congeniale, si rivela poco utile ai fini della scossa tanto agognata da mister Zeman. Il gol in settimana contro l'Under 21 aveva fatto ben sperare sul suo ritorno a certi livelli, ma il ragazzo ha ancora parecchio da lavorare.

ZEMAN 5,5: Il Pescara tiene banco per mezz'ora ad un Bari probabilmente ancora inconsapevole della propria forza. Nella ripresa viene fuori tutto il timore reverenziale e l'impotenza dei biancazzurri, che non riescono ad alzare il proprio baricentro. Questa squadra ha movenze offensive poco limpide e molto confusionarie. E' il Bari a sembrare “zemaniano” per quasi un tempo, mettendo alle corde i biancazzurri. Il boemo deve far fronte alle assenze di Proietti (in procinto di rientrare) e soprattutto Bovo, ma questa non è assolutamente una giustificazione. La squadra, attualmente, non recepisce i dettami del tecnico e sembra essere tagliata per un meschino campionato da metà classifica. Occorre interrogarsi sul reale valore dei calciatori in rosa, poiché i risultati di questo periodo sono nettamente figli di errori grossolani di valutazione. La squadra è stata costruita secondo un criterio ben preciso, ma la sensazione è che si sia ipervalutato il materiale a disposizione. Se questa è la squadra che deve far divertire i suoi tifosi a suon di triangoli e scambi ravvicinati, inevitabilmente c'è qualcosa che non va. 

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