Futsal

AcquaeSapone, mister Europa si presenta: parla Tino Pérez

Un curriculum di vittorie incredibile per il nuovo condottiero nerazzurro

27.01.2018 11:35

La sua avventura nel futsal italiano inizierà ufficialmente il 17 febbraio prossimo a San Martino di Lupari contro la Luparense. E avrà subito il sapore di casa, della rimpatriata e delle grandi sfide del suo passato.

“Mister Europa”, Tino Pérez, 49 anni il prossimo 25 aprile, di Toledo, debutterà in serie A affrontando David Marin nello scontro al vertice del campionato. Marin che è stato suo giocatore venti anni fa a Talavera e poi suo assistente tecnico nel 2005 a Valencia. “Lo conosco bene, da giocatore era forte, molto aggressivo, segnava tanti gol di testa… Io nato per allenare? No, sono stato obbligato ad allenare (ride, ndc) perché fin da ragazzo, quando giocavo a Toledo, ho avuto problemi alle ginocchia e cominciato dalla scuola calcio e poi prendendo il posto di Velasco. Con lui e altri amici, tra i quali Lozano, il presidente della Lnfs, abbiamo cominciato a giocare nel 1988 quando ancora in Spagna non esisteva una lega professionistica”, racconta Pérez.

Dopo gli inizi di carriera in Spagna (Talavera, Castellon, Lugo, Cartagena e Valencia: due vittorie della Liga e 4 volte sul tetto d’Europa: 1998, 2001, 2002, 2003), ha allenato nell’est Europa: a Brasov, in Romania, poi 4 stagioni con la Dinamo Mosca (tre campionati vinti e tre finali di Uefa Futsal Cup consecutive: 2012, 2013, 2014), 2 con gli azeri dell’Araz e in contemporanea sulla panchina della Nazionale dell’Azerbaijan (4° posto agli Europei in Serbia del 2016 e qualicato ai Mondiali in Colombia). Un curriculum da urlo. “Ma il passato non conta nello sport, i trofei e i risultati servono solo per presentare i power point – dice facendosi serio – . Quello che conta, per uno sportivo, è il presente, il lavoro e la capacità di costruire qualcosa oggi e arrivare a nuovi risultati domani”.

La società nerazzurra lo ha ringraziato perla disponibilità e ha ringraziato anche l’agente del tecnico, Daniel Rodriguez Lozano. Lui ricambia: “Sono grato a chi mi ha scelto per avermi dato questa opportunità. Potevo venire in Italia dieci anni fa, mi chiamò la Lazio, poi non se ne fece nulla. E’ un campionato che seguo da sempre con interesse. Allenare una squadra come questa, con un roster così forte, è un onore per me. Penso che tanti tecnici di futsal nel mondo oggi saranno invidiosi della mia situazione. Farò di tutto per meritare questo privilegio”.

Semplicità nell’approccio con la nuova realtà, umiltà, sorrisi e tanto lavoro in cantiere, non solo sul campo. Pérez si è già catapultato nel nuovo mondo nerazzurro. “Sto vedendo molte partite, voglio conoscere meglio tutte le squadre e tutti i giocatori. Prima impressione all’AcquaeSapone Unigross? Immensa: ho trovato un ambiente ambizioso, positivo, una struttura societaria forte e una squadra che ha voglia di provare a vincere tutto. Conoscevo Lukaian, affrontato in Spagna e in Russia, poi Bertoni e Jonas, anche loro affrontati in passato. I miei colleghi del campionatoi italiano? Conosco anche Juanlu, un amico, e Polido”.
Qual è l’idea di fondo di Pérez? “La mia filosofia è nata nel 1988 quando ho iniziato a giocare a futsal con un tecnico che ha cambiato la storia di questo sport: il brasiliano Zego, l’inventore del 4-0. M’ispiro da sempre ai suoi insegnamenti fin dai tempi del Toledo”.

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