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Il Pescara, Maradona e i record: la storia di Pacchiarotti

14.07.2015 00:51

Una vita per il pallone, con due record peculiari e l'etichetta di precursore del "Made in Itali" all'estero quando era utopia per il calcio italiano esportare talenti. E' partita da Pescara e con il Pescara la storia di Gianluca Pacchiarotti. Una carriera tutta da raccontare. Si parte dal biancazzurro per entrare nel Guinness dei Primati. Pacchiarotti detiene ancora oggi il record di più giovane portiere esordiente in Serie A, essendo sceso in campo il 9 marzo 1980, all'età di 16 anni e 192 giorni, con la maglia del Pescara, in occasione della sconfitta esterna col Perugia, in quella che resterà l'unica sua apparizione in massima serie. Meglio di Zenga, di Zoff o di Buffon, per intenderci. In biancazzurro fino al giugno 1985 proveniente dal vivaio (vi entrò nel 77-78), ha "tenuto a battesimo" Diego Armando Maradona. Si, proprio il Pibe de Oro. Nel settembre del 1984, durante l'incontro Pescara-Napoli di Coppa Italia, Diego Armando Maradona segnò il suo primo goal in Italia proprio a Pacchiarotti. Un gol fantastico, ma altri furono negati a Dieguito da questo portiere che al cospetto del più grande si esaltò con parate prodigiose. Tanto da incantare lo stesso Maradona che al termine di quella partita  regalò a Gianluca la sua numero 10. Che ora non ha più. La donò a un amico, recentemente scomparso, un militare di carriera che Pacchiarotti aveva conosciuto durante un’esercitazione quando era in Nazionale militare ed ora è gelosamente custodita dal figlio del suddetto. Un anno a Caserta e poi il volo in Germania. Quando l'Italia importava talenti ed era impensabile che altrove potessero strappare calciatori alle big nostrane. Pacchiarotti aveva fatto un torneo con la Nazionale Juniores in Germania e un accompagnatore della selezione lo propose ai dirigenti dello Schalke 04, alla ricerca di un portiere avendone uno infortunato. Il provino andò benone, lo presero come terzo portiere della prima squadra. L'inizio di una fulgida carriera? No, purtroppo. Esperienza senza grossi acuti in Germania e poi il ritorno in Italia, ma tra i dilettandi del termoli. In Promozione! Nel professionismo non si aprirono più le porte per Pacchiarotti, che però con passione ha continuato a giocare per molti anni. Storia di un talento sprecato, insomma, nonostante le soddisfazioni raccontate ed altre. Quali? Ad esempio l’aver giocato nelle nazionali giovanili - sedici presenze - con compagni come Vialli e Donadoni, giusto per fare due nomi. Troppo poco però per uno dal talento di Pacchiarotti come consolazione. Cessata l'attività agonistica ha intrapreso quella di preparatore dei portieri in formazioni abruzzesi delle serie minori. Con splendidi risultati. Molti dei portieri di nuova generazione sono stati forgiato da lui. Ed altri ancora lo saranno. Inoltre c’è la FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici Ipovedenti e Ciechi, ndr): Pacchiarotti prepara i portieri che hanno patologie visive( la squadra calcio a 5 B2-3,  ha recentemente conquistato la medaglia di bronzo ai Mondiali di Seul). Complimenti!

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