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Ciccone: "Sarò a Tour e Giro. Vorrei vincere la tappa del Blockhaus"

L'abruzzese sarà al via anche di Tirreno Adriatico, Freccia e Liegi

28.12.2021 00:19

Verso un 2022 che vuole rendere indimenticabile. L'abruzzese Giulio Ciccone ha iniziato a lavorare ad Altea, in Spagna. Il capitano della Trek Segafredo ha parlato a Il Centro nei giorni scorsi in vista della nuova stagione e subito gli obiettivi sono chiari e ambiziosi. «Correrò sia il Giro che il Tour, ripercorrerò quello che è stato il mio programma del 2019 sperando di poter fare meglio. Oltre ai grandi giri farò Freccia e Liegi, due classiche che si adattano alle mie caratteristiche e farò la Tirreno Adriatico. L’esordio sarà alla Valenciana», le parole del campione al quotidiano abruzzese. Ma come sta Giulio Ciccone dopo la caduta in Spagna che lo ha costretto a chiudere anticipatamente la stagione? «Sto meglio, mi sto allenando già da un mese e mezzo. Sono leggermente indietro rispetto agli altri anni per via dello stop ma la stagione è lunga e per i miei veri obiettivi c’è tempo quindi non sono preoccupato». Ciccone continua a parlare di obiettivi e quando l’argomento è il Giro d’Italia il sorriso è sempre meno timido. «Oggi vi dico che posso sognare un podio. Ma come sempre poi parlerà la strada». E nel giorno della tappa abruzzese con il Blockhaus le ipotesi sono due. «Se dovessi decidere di curare la classifica potrei mettere in secondo piano la tappa, se la strategia dovesse essere quella di attaccare per vincere più tappe possibili allora è evidente che farò di tutto per vincere davanti ai miei tifosi». Con Nibali in squadra non è andata tanto bene. «Sia per me che per Vincenzo sono stati due anni difficili, io con il Covid sono stato penalizzato tanto. Diciamo che la coppia non ha funzionato bene, ma io ho una stima incredibile di Nibali e abbiamo un ottimo rapporto». In Abruzzo ci sarà anche la Tirreno Adriatico a Bellante. «Vero e ci sarò. Però a marzo io non vado tanto forte e in quel periodo so di essere inferiore a tanti big. Ma vorrò essere al 100% per il Giro». Pogacar, Van Aert e la generazione dei fenomeni ha già vinto tutto e sono giovanissimi. Ciccone ha 27 anni e sta maturando, un po’ come la vecchia generazione. «Esattamente, io mi rivedo più in Nibali e Basso che hanno iniziato a vincere i grandi giri alla mia età. La generazione di oggi è completamente differente». A proposito di sogni, nella Trek Pedersen e la Balsamo hanno portato e portano la maglia iridata. «Quella di Mads l’ho messa per scherzo qualche volta. Ma non posso avere quell’obiettivo. Lasciatemi sognare il Giro».

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