Prima squadra

Pescara-Cremonese 1-1, le pagelle dei biancazzurri

Top & flop dell'anticipo di B all'Adriatico

23.11.2019 09:02

A CURA DI CLAUDIO ROSA - 

Termina 1-1 tra Pescara e Cremonese, al termine di una partita noiosa a tratti, e caratterizzata dagli improvvisi lampi alternati delle due squadre. Succede tutto nel finale, con Galano che, su punizione, porta in vantaggio il Delfino a dieci minuti dalla fine, a cui risponde Migliore, sempre da calcio piazzato, all’ottantanovesimo. Tutto sommato comunque un buon pareggio, che da la possibilità ai biancazzurri di agganciare il terzo posto e di continuare la striscia di risultati utili consecutivi.
 

 

Kastrati 6,5: Buona partita per il portiere albanese, ancora chiamato in causa vista l’assenza di Fiorillo. È incolpevole sul gol subito – dove è chiara la sfortunata deviazione della barriera – si supera invece nel recupero salvando miracolosamente sul colpo di testa ravvicinato di Arini, allontanando così in un colpo solo la paura della beffa nei minuti finali.

 

Ciofani 6: partita nel complesso diligente e sufficiente per il laterale biancazzurro. Brilla poco in fase offensiva, penalizzato da una manovra biancazzurra che preferisce esprimersi per larghi tratti sul versante opposto, è invece sempre attento in quella difensiva, dove gli capita un cliente davvero duro come Migliore, tenuto ottimamente a bada. Potrebbe far condizionare la sua gara da un giallo alla mezz’ora – ammonizione generosa – ma non si scompone e porta a termine l’incontro.

 

Bettella 5,5: dopo l’ottima vittoria – con gol – nella scorsa giornata contro l’Empoli, non riesce a ripetersi il giovane difensore scuola Atalanta. Scomposto e poco attento, è il peggiore dei tre di difesa. Macchia la partita con un paio di errori banali che potrebbero costare caro al Pescara, con i quali la Cremonese non riesce ad incidere. Considerando la giovane età, qualche passo falso ci sta.

 

Scognamiglio 6: Altra partita rocciosa per il centrale difensivo di Zauri, sempre concentrato e presente quando viene chiamato in causa. Nonostante il passaggio alla difesa a tre, non subisce i movimenti di Ciofani e Ceravolo, che cercano il più possibile di portarlo sull’esterno. Ne esce fuori una partita sufficiente, senza errori e sbavature.

 

Drudi 6: fa il suo. Nei tre di difesa viene chiesto a lui di occupare la posizione centrale e, di conseguenza, è lui a marcare da vicino Ciofani prima e Ceravolo poi. Ottima prova fino al cambio, dovuto probabilmente a qualche problema fisico (dal 69esimo, Campagnaro 6).

 

Memushaj 6: vista l’assenza di Palmiero, gli viene richiesto di prendere in mano il centrocampo dei biancazzurri. Lui ci prova, alternandosi spesso con Kastanos in fase di costruzione, ma quella del Pescara è una partita fatta di momenti e di fiammate, come la gara dell’albanese. Prova a rendersi pericoloso su punizione – non riuscendo nell’intento sperato – e servendo palloni ai compagni. Nel complesso partita sufficiente anche per lui, ma è comunque apparso un po’ sottotono.

 

Kastanos 5,5: L’indisponibilità di Palmiero costringe Zauri a schierarlo dall’inizio, affiancandogli Memushaj e piazzandogli Machin spostato più avanti. Il cipriota passa una serata di luci ed ombre, tra uscite di personalità ed errori di misura non necessari. La fase di impostazione è ok, seppur con delle già citate imprecisioni di troppo, ma fa bene anche col pallone tra i piedi degli ospiti, anche se risulta essere troppo irruento negli interventi, ed il giallo rimediato ne è la dimostrazione.

 

Crecco 5: Serata difficile per il tuttofare di Zauri, che proprio non riesce ad entrare in partita. Assente in entrambe le fasi del gioco, non riesce a mettersi in moto nonostante Memushaj e Kastanos preferiscano costantemente iniziare il gioco sulla sua fascia anziché quella occupata da Ciofani. Da quel lato avrebbe Mogos, che potrebbe e dovrebbe attaccare per indietreggiarlo e limitare il suo raggio d’azione, ma succede esattamente il contrario.

 

Machin 5,5: anche per lui, dopo la buonissima partita di Empoli, una giornata da dimenticare. Dovrebbe essere la luce del centrocampo biancazzurro, il faro per i suoi compagni, ed invece scompare in mezzo a tutte le maglie della Cremonese. Ogni tanto si fa vedere, dimostrando classe e talento fuori dal comune, ma è troppo poco per meritare una sufficienza. Zauri lo toglie dal campo all’ora di gioco, forse perché non al meglio della condizione o forse solo perché era totalmente fuori dalla partita. Una serata storta può capitare, ma a questo Pescara serve un Machin dominante e trascinatore. (dal 64esimo, Busellato, 6: entra in mezzo al campo, spostando Memushaj più avanti. Gioca una onesta mezz’ora, trovando un buon feeling con Kastanos).

 

Galano 6,5: ad essere sinceri, non proprio una bella partita per l’ex Foggia. Ne ha giocate di migliori, questo sicuramente. Non aiutato dal Pescara, che per larghi tratti aspetta la Cremonese senza palla, e quando ce l’ha cerca di abbassare i ritmi, lui esce pian piano dalla partita aspettando qualche buona azione con cui accendersi. L’occasione arriva finalmente su punizione, dove sorprende un colpevole Agazzi e porta in vantaggio i biancazzurri. Gli viene chiesto di essere decisivo, e lui lo è, anche in una partita insufficiente fino all’ottantesimo.

 

Borrelli 6,5: corre, lotta, si sbatte e si sacrifica per la squadra. Fa tanto di quel lavoro sporco, che purtroppo non viene ripagato al meglio dai suoi compagni di squadra, incapaci di creare situazioni realmente pericolose per gran parte dell’incontro. Ripulisce e smista tanti palloni, e si rende insidioso anche dalle parti di Agazzi, non trovando però la rete di poco. Ottima partita, per spirito e dedizione, qualità che vanno sempre premiate, specialmente se stiamo parlando di un ragazzo appena maggiorenne (dal 91esimo, Maniero, sv).

 

Zauri 6: la scelta di tornare alla difesa a tre avrà probabilmente colto di sorpresa Baroni. Se sia stata la mossa migliore è difficile dirlo: il Pescara ha sì subito poco, ma anche creato meno degli avversari, aspettando per larghi tratti del match. Cambi un po’ anonimi, soprattutto l’ultimo nel recupero – Maniero per Borrelli – ma a pesare maggiormente è forse l’incapacità della squadra a mantenere una vittoria per dieci minuti. Un’occasione sprecata per certi versi, ma meglio guardare il bicchiere mezzo pieno, con questi 10 punti in 5 partite che hanno permesso al Pescara di rilanciarsi in classifica.

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