Prima squadra

Pesoli: "Ecco cosa manca al nuovo Pescara"

"Dispiaciuto per essere stato congedato senza una parola"

14.08.2019 00:27

Emanuele Pesoli è tornato a parlare. Non serba rancore per il triste epilogo della sua avventura in biancazzurro ma è dispiaciuto per l'addio senza una parola da parte del club.

L'ADDIO AL PESCARA E IL SUO FUTURO - «Non ho sassolini da togliermi dalle scarpe, però sul piano umano mi è molto dispiaciuto come sono stato congedato. Ho appeso gli scarpini al chiodo in biancazzurro ed ho iniziato ad allenare col Pescara, poi mi è stato offerto di affiancare mister Pillon, un vero signore ed un uomo che ha compattato l'ambiente nei momenti difficili facendo davvero bene, ed ho accettato la sfida con entusiasmo. Col presidente ho sempre avuto un ottimo rapporto e mi sarei aspettato una chiamata di ringraziamento e saluto che non è arrivata, sono stato congedato senza nemmeno una parola. C'è stato solo un contatto con Repetto. Ho avuto un pour parler col Chieti, nato e morto lì. Non so se per il mio percorso di crescita iniziare in un campionato complicato come la D sarebbe stata la scelta giusta. Adesso mi sto dedicando allo studio e all'aggiornamento, tra poco andrò a seguire gli allenamenti dei tecnici a mio parere più innovativi. Se mi chiamasse mister Pillon a dargli una mano, però, risponderei presente»

IL NUOVO PESCARA«Ho seguito tramite highlights e le cronache dei giornali la vittoria di Coppa contro il Mantova e la squadra mi sembra fisiologicamente ancora in fase di costruzione. Le gambe erano ancora imballate per i carichi di lavoro che sono stati fatti e non darei troppo peso alle indicazioni che si sono avute. E' pur sempre calcio d'agosto e in quanto tale spesso illude chi va già bene in questo periodo. Ho visto comunque buone trame, soprattutto dalla cintola in su, ed è una buona cosa aver superato il turno per avere una gara in più per mettere minutaggio nelle gambe e farsi trovare pronti al debutto in campionato. Credo servano almeno un paio di giocatori», conferma Pesoli, «in particolare un esterno alto mancino, per fare il paio con Galano che in B è una garanzia, ed un centrocampista di struttura. Uno come Valzania, per intenderci, che fu determinante con noi due anni fa. Il Pescara in mediana ha buoni elementi, penso anche a Ventola che si sta disimpegnando bene, ma in B serve una mezz'ala fisica che ti dia atletismo. Il programma mi è sembrato ben congegnato, prima amichevoli con squadre di Eccellenza e D e poi le partite ufficiali, con un test importante alle porte come quello di Empoli».

MANCUSO E LA GARA DI EMPOLI «Leo è stato un vero trascinatore, sia nella conquista della salvezza sia nella cavalcata playoff dello scorso anno. Per me è stato un vero piacere ed un onore guidare un ragazzo come lui, un leader silenzioso che è stato sempre di esempio per i compagni. Arrivava un'ora prima dell'allenamento e spesso chiedeva, a fine seduta, di fermarsi per fare del lavoro supplementare. Si vedeva che aveva fame e da vero professionista era uno che faceva parlare i fatti. Il classico capitano senza fascia. Tornando alla sfida di domenica, per il Pescara sarà la gara ideale per testare a quale punto del percorso di crescita sia arrivata la truppa di Zauri. Fare bene in partite così, inoltre, può darti grandi motivazioni anche per il futuro»

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