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Zeman: "A Pescara arrivai grazie a De Cecco. Su Sebastiani.."

La promozione in A, il rapporto con Sebastiani e la voglia di ripartire: le parole di Zeman a Rete8

21.05.2020 10:27

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - In molti hanno provato a copiarlo oppure imitarlo, ma non c'è ancoraun tecnico con le sue caratteristiche. Parliamo di Zdenek Zeman, l'allenatore silenzioso dalle eloquenti espressioni, tante sigarette e tanto lavoro. Nel corso della sua carriera ha scoperto tanti ragazzi, dal “Foggia dei miracoli” degli anni ‘90 passando per la Roma, Lazio per poi finire a Pescara. A Rete8 ha ricordato con molto piacere la promozione del 2012. Nonostante Zeman abbia avuto una carriera vissuta tra alti e bassi per via della sua battaglia contro il doping accusando giocatori di alto livello, ancora oggi viene apprezzato da tutti.

Ecco un sunto del l’intervista rilasciata a Rete8: “Il 20 maggio 2012 fu un bel giorno, sono bei ricordi. A parte il campionato per tutto quello che è stato e le 2 disgrazie di Mancini e Morosini ci hanno tolto qualche gioia in più. Era una squadra che faceva tanti gol, giocava e dopo 19 anni ha riportato il Pescara in Serie A al primo posto superando Torino e Sampdoria, che ancora oggi giocano nella massima serie. So che Guardiola celebrò la squadra, lo ringrazio e ancora oggi vede le nostre vecchie partite. Quanto mi manca il calcio? Tanto, ho allenato per 50 anni con qualche pausa ma ci sono sempre stato. Io vorrei continuare anche se le società non mi garbano, nel senso che ho avuto qualche offerta anche se vorrei andare in qualche squadra organizzata con un progetto. Quando sono stato a Pescara, grazie a De Cecco, abbiamo costruito una squadra con giocatori presi dalla C, vedi Romagnoli, Balzano, Insigne e Kone, ragazzi giovani senza esperienza in Serie B che si sono comportati bene. Anche Delli Carri fece un bel lavoro e la maggior parte di questi ragazzi li allenai l’anno prima a Foggia mentre Balzano lo incontrai da avversario e mi impressionò molto. Quei 3 fuoriclasse giocavano in Serie C, Insigne era con me a Foggia, Immobile non fece molto bene a Siena e Grosseto con soli 2 gol mentre Verratti era un giocatore del quale si diceva che aveva delle qualità ma non le aveva messe in campo. Quest’anno ho seguito il Pescara, ho visto spesso una squadra in difficoltà nonostante abbia vinto 4-0 contro il Benevento, lì ci fu qualcosa di positivo ma per il resto è andato alle onde.“

Tornato nel febbraio 2017 in Serie A dopo l’esonero di Oddo, il tecnico boemo guidò i biancazzurri fino a febbraio 2018 per poi essere esonerato dopo la sconfitta contro il Cittadella: “Da quando Sebastiani mi esonerò non ci siamo più sentiti, anche se a maggio mi fece gli auguri di compleanno e io lo ringraziai. Un tecnico oggi con le miei stesse idee? La vedo un po' difficile. La partita chiave della stagione 2011-2012? Non lo so anche se quando vincemmo in casa contro il Torino ci diede una spinta maggiore anche se la partita di Padova, nonostante il primo tempo lo giocammo meglio del secondo andammo negli spogliatoi per 1-0, la partita finì 6-0 da tennis. È giusto ripartire? Sono molto preoccupato anche se il calcio manca a tutti e serve il pubblico sugli spalti perché si deve giocare per la gente, la situazione non è ancora tranquilla. Per il momento comanda il virus, quando andrà via si potrà ripartire tranquillamente. Penso che si possano fare tantissime cose, approfittare questo momento per farlo camminare meglio. Sul piano economico ci saranno dei problemi ma, appunto per questo, bisognerà cercare di fare le cose con accuratezza. Mi auguro che i tifosi possano tornare sugli spalti e divertirsi come lo facevano ai tempi nostri. Mi è rimasto impresso nella mentre il giro con il bus in città perché c’era tanta gente. Andare via da Pescara fu un errore? Non credo perché ci sono delle categorie. Quando chiama una squadra come la Roma difficilmente un allenatore rifiuta, visto che ci vivo da 20 anni era come se mi trovassi a casa. Rispetto a Pescara è un ambiente diverso dove io stavo benissimo anche se c’era qualche problema. Penso che nel calcio ci debbano essere i problemi perché si impara solo da quello per cercare di superarli.”

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