Prima squadra

Piccola con le grandi, grande con le piccole

Serve l'apporto del pubblico anche negli scontri diretti

12.03.2019 00:30

E' un Delfino versione dottor Jekyll e signor Hyde. Grande con le piccole, piccolo con le grandi e straripante all'Adriatico quanto balbettante lontano da casa. Nonostante abbia Mancuso come trascinatore, il Pescara non riesce a fare il salto di qualità. Prova ne sia la circostanza che contro le big del torneo i biancazzurri hanno conquistato appena 6 punti in dieci partite. Chiaramente troppo poco. E se non bastasse, c’è da considerare anche che il Pescara 2018-19 è una squadra double face, straripante in casa (9 vittorie, 2 pareggi e sole 2 sconfitte in 13 gare) e balbettante lontano da casa (3 successi, 6 ko e 5 pari in 14 gare). 

Sia chiaro: il campionato dei biancazzurri resta ben più che positivo sino a questo momento. Il Pescara è in piena lotta playoff e la matematica, nonostante il ko di Cittadella, non esclude ancora la possibilità di una promozione diretta. Ma per sognare in grande bisogna asolutamente migliorare il rendimento esterno e iniziare a battere qualche avversario diretto all'obiettivo serie A, circostanza utile anche ai fini della classifica avulsa. Contro le big del campionato il Pescara ha pareggiato a Brescia e batturo il Lecce, oltretutto in exremis e con i salentini ridotti in 9 uomini (è invece perfetta la parità col Benevento: vittoria per 2-1 all'andata e sconfitta per 2-1 al ritorno). Poi solo ko: col Cittadella in entrambe le circostanze, col Palermo, col Perugia e col Verona. La prossima trasferta sarà proprio a Lecce e può far cambiare marcia al Pescara.

Poi tra le mura amiche si dovranno afforntare Palermo, Verona e Perugia. E sarà deteminante il pubblico di casa, nella volata playoff il supporto della città può essere davvero fondamentale. Finora il pubblico non si è esaltato nonostante un campionato disputato costantemente nei quartieri alti della graduatoria: la media spettatori stagionale tra le mura amiche, infatti, con 6.834 presenze a gara è la seconda peggiore degli ultimi sette campionati disputati in serie B. Per il rush finale il tifo biancazzurro può e deve tornare ad essere il dodicesimo uomo in campo

 

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