Prima squadra

Un calo fisiologico, ma col Lecce serve riprendere il cammino

Recuperare le energie fisiche e quelle mentali per affrontare i salentini

01.11.2018 00:58

Alzi la mano chi avrebbe pronosticato a metà agosto scorso un Pescara primo in classifica dopo 10 giornate di campionato. Ai nastri di partenza del torneo cadetto, infatti, solo persone sfrenatamente ottimiste avrebbero pensato ad un Pescara capolista davanti a quelle che tutti definivano le corazzate del torneo (le 3 retrocesse ed il Palermo). Dunque nessun dramma per il rallentamento nel cammino, un solo punto conquistato sui sei disponibili delle ultime due gare che hanno visto la truppa di Pillon cadere all'Adriatico per mano del Cittadella e pareggiare in extremis sul campo del neopromosso Cosenza trascinato dagli ex Maniero e Baez. Il Pescara ha perso l'imbattibilità ma non la testa della classifica e pazienza se da dietro i punti di distacco da 4 sono diventati appena 1: era impensabile continuare al ritmo delle prime 8 gare, davvero tambureggiante.

Il calo di rendimento e di risultati, se vogliamo, è anche fisiologico ed inizia a pesare anche un po' di stanchezza fisica e mentale. In particolare, in mediana nelle ultime due gare non si sono avuti squilli d'autore come nelle precedenti partite: Brugman, acciaccato da un po', stringe i denti ma non è chiaramente al top mentre Memushaj, la cui preparazione estiva è stata minata dai postumi di un infortunio patito lo scorso anno in maglia Benevento, sembra stanco. E Machin? Quando è in giornata è imprendibile, ma talvolta gioca in punta di piedi e appare indolente, imbraccando sempre e solo il fioretto anche quando servirebbe impugnare la sciabola. Qualche campio, per far rifiatare i titolari, appare opportuno, tanto più che Melegoni e Kanoutè scalpitano. Dietro, al netto della topica di Fiorillo che è costata il gol di Maniero, c'è più sicurezza grazie a tanti, tantissimi interpreti esperti (e all'appello manca Scognamiglio; i giovani sono Gravillon e Perrotta, che non hanno mai demeritato). Davanti la garanzia è Mancuso ed il "Pretoriano di Pillon" Marras la sopresa, mentre manca all'appello l'ideale terzo uomo per compeltare il tridente: Cocco era partito titolare ma pii ha persoil posto in favore di Monachello, che però non convince al 100%. Del Sole ha debuttato solo martedì, Antonucci e Capone sono out per infortunio e dunque forse non è peregrina l'idea di cambiare modulo. Ma Pillon è chiaro in questo: a gara in corsa correttivi sono possibili, ma questo Pescara ha una sua precisa identità e non sarà mai stravolto. 

Per la gara di lunedì col Lecce e perr le prossime partite sarà fondamentale recuperare le energie fisiche e quelle mentali: il match è insidioso, ma se si vuole davvero continuare a sognare bisognerà fare bottino pieno. 

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