Prima squadra

Melegoni resta. E con il Pescara in A può allungare la sua permanenza

Almeno fino a giugno in riva all'Adriatico, poi dipenderà dal risultato di questa stagione

13.01.2019 08:26

L'addio di Palazzi blocca Pippo Melegoni. Non che il Pescara volesse privarsi del giocatore, ma ora con un centrocampista in meno in rosa la partenza del gioiellino di proprietà Atalanta è da escludersi, con buona pace della Juve che voleva prenderlo per aggregarlo inizialmente alla formazione B. Discorso rinviato a giugno, ma se in questa seconda parte di stagione il centrocampista dovese trovare maggiore spazio rispetto al girone d'andata e se il Pescara dovesse realmente andare in A lo scenario muterebbe di nuovo: rinnovo del prestito e permanenza garantita anche per il 2019-20. 

Il 18 febbraio Filippo Melegoni compirà 20 anni, ma in carriera ha già bruciato le tappe: non era ancora maggiorenne quando Gian Piero Gasperini lo ha fatto debuttare in serie A nel 2017 in Atalanta-Sampdoria, ad esempio. E proprio l'ex Gasperini è stato importante nella scelta estiva di sbarcare a Pescara. «Grande allenatore, uno dei pochi in Italia che non ha paura di far giocare i giovani. I suoi allenamenti sono divertenti. Il pallone c’è sempre, anche nella parte atletica. L’ho salutato qualche settimana fa quando sono andato a Bergamo per un controllo al ginocchio. È contento che io sia qui, mi ha spinto ad accettare Pescara e parla sempre bene della città e dei pescaresi», ha raccontato nei giorni scorsi a Il Centro. «I pescaresi sono simpatici e, soprattutto, sereni, a differenza dei bergamaschi che sono sempre stressati. Sarà il clima o il mare, però qui si sta alla grande».

E sempre al quotidiano abruzzese ha tracciato il bilancio della prima parte di stagione. «L’avventura è iniziata benissimo, poi c’è stata la fase in cui non sono stato impiegato e, infine, nelle ultime partite ho trovato di nuovo spazio. Diciamo che ho vissuto un periodo con tante sorprese. Non credevo di giocare subito titolare e in seguito, lo ammetto, non mi aspettavo di restare fuori tanto tempo (10 partite di fila, ndr). Non è stato facile, ma l’importante è allenarsi bene e starci con la testa, perché alla fine il lavoro paga. Pillon? Quando mi ha buttato dentro mi diceva di giocare con tranquillità, invece nel periodo in cui sono rimasto fuori mi invitava a non mollare. E io ho rispettato le consegne. Obiettivi? Il Pescara può competere con tutti. Il Palermo è la più forte, poi c’è grande equilibrio. Dobbiamo crederci, possiamo fare qualcosa di grande. Sono in prestito secco e deciderà l’Atalanta, però qui resterei volentieri. E magari avrei qualche chance in più di giocare. Sogni? Un giorno mi piacerebbe vincere la Champions League o un Mondiale con l’Italia. Intanto penso al Pescara e al Mondiale under 20 di quest’estate in Polonia. Sarebbe bellissimo arrivare fino in fondo»

Commenti

Vittorio Feltri racconta l'Allegri pescarese (e il suo rapporto con Galeone)
Primo brindisi del 2019 per il Settebello biancazzurro