Prima squadra

Pescara-Cosenza, le pagelle dei biancazzurri

Ariete Scognamiglio, Fiorillo da censura

16.03.2019 09:19

A CURA DI DANIELE BERARDI

Un Pescara opaco e farraginoso non va oltre il punticino contro il Cosenza. La squadra di Pillon, imbrigliata dai rossoblu, pecca di qualità complici le pesanti assenze nella spina dorsale del rettangolo verde. Pochissime le note liete: Scognamiglio mette a referto la seconda marcatura stagionale, Bellini entra e aggiunge fisicità. Meno bene i centrocampisti, incapaci di rendere la manovra fluida. Marras timido e abulico. Fiorillo da matita blu.

Fiorillo 5: dopo una serie di prestazioni al limite del fantascientifico, cade anche lui sulla buccia di banana Cosenza. Non trattiene un pallone di facile lettura, scoperchiando a Tutino la cloche del momentaneo 0-1.

Balzano 6: recuperato dopo i problemi fisici dell'ultimo periodo. Non è al meglio e si intuisce dall'atteggiamento piuttosto guardingo. Non riesce a trovare i varchi giusti per affondare. Dietro si barcamena senza troppe paturnie.

Gravillon 6: arruffone e impacciato in alcuni interventi, ma comunque piuttosto efficace. Si prende qualche rischio di troppo (come di consueto) in fase d'impostazione, perdendo palloni scottanti sulla sua trequarti. Nel complesso barcolla ma non affonda. Tiene in piedi la baracca assieme ad un indomito Scognamiglio.

Scognamiglio 6,5: una delle migliori prestazioni in maglia biancazzurra, condita dal preziosissimo gol del pari. Stacco di testa fuori dallo specchio e palombella imprendibile per il portiere ospite. Sembra esser tornato quello di Trapani (almeno sotto il profilo realizzativo). In crescita costante. Ad maiora.

Perrotta 6: con Del Grosso ancora out, tocca al prodotto del vivaio riciclarsi sull'esterno. Coinvolto anche lui nel marasma del gol di Tutino. Nel complesso non demerita per applicazione e spirito di sacrificio. Nel forcing finale prova anche a spingersi in avanti, ma con risultati modesti.

Bruno 5,5: oggettivamente difficile chiedergli di più, ma il Pescara visto contro il Cosenza avrebbe avuto bisogno di quel "quid". Non spetta a Bruno rendere veloce e martellante la manovra, ma il Delfino fatica tremendamente a far scorrere il pallone da un lato all'altro del campo. Decisamente meglio col centrocampo a due, nella ripresa, con Memushaj al suo fianco. 

Memushaj 5,5: partita complessa e di difficile interpretazione. Prova a dannarsi l'anima come ogni maledetta domenica, ma non è serata. Centrocampo con poca attitudine al palleggio. Il tutto si ripercuote sulla prestazione dei singoli (come l'albanese) abituati ad inserirsi, ma soprattutto sul collettivo (incapace di creare occasioni pericolose).

Crecco 6,5: nel grigiore del primo tempo è forse uno dei migliori. Pimpante e deciso negli sporadici affondi offensivi. Bene anche nella ripresa da esterno di fascia. La sensazione è che sia uno dei più in palla dal punto di vista fisico. E Pillon non può permettersi di farne a meno. (dal 91' Crecco s.v.)

Marras 5: la sua assenza contro il Cittadella si è fatta sentire, ma contro il Cosenza appare incapace di dare una scossa alla gara. Zero occasioni create. Zero strappi. Non riesce ad incidere come vorrebbe. Serata amara anche per il furetto genovese. 

Monachello 5: giornata storta per l'ex Atalanta. Non riesce mai ad entrare in partita. Avrebbe la palla buona da spingere comodamente in rete dopo un batti e ribatti, ma il rimpallo non lo favorisce. Manca di cattiveria e determinazione. Senza Mancuso, conti alla mano, l'attacco non gira. (dal 74' Del Sole s.v.: servito poco e male nella confusione del momento. Pochissimi palloni giocabili e altrettanti giocati con sufficienza. Chiamato in causa col contagocce, diffiicile aspettarsi miracoli come nella sfida interna col Lecce. Assolto con tutte le attenuanti del caso).

Antonucci 5: il peggiore del tridente offensivo. Mai incisivo nelle giocate. Non riesce a trovare una collocazione precisa all'interno dello scacchiere biancazzurro, risultando spesso inerme. Il Pescara dalle sue parti non affonda mai soprattutto per demeriti suoi. Le qualità di base ci sono, ma sta facendo enorme fatica ad imporsi in un'annata iniziata col singhiozzo e continuata anche peggio. (dal 46' Bellini 6: piacevole sorpresa nella serata anonima dell'Adriatico. Dà il cambio ad uno spento Antonucci apportando fisicità e cattiveria lì davanti. Riesce a duettare bene coi centrocampisti a rimorchio, senza tuttavia rendersi mai pericoloso. Dopo gli iniziali problemi di adattamento sembra aver raggiunto una forma accettabile. Può rappresentare una freccia ulteriore nell'arco di Pillon, quando il dovere chiamerà a raccolta).

Pillon 5,5: aveva chiesto gli occhi della tigre dopo la batosta di Cittadella: non è stato accontentato. Probabilmente sorpreso dall'approccio aggressivo e propositivo del Cosenza, che impedisce al Pescara di sviluppare il proprio gioco. Le assenze contemporanee di Brugman e Mancuso limitano la fioritura in fase offensiva e di costruzione. La formazione messa in campo col Cosenza difettava di qualità, ma la sensazione è che il Pescara abbia momentaneamente esaurito le batterie. La sosta arriva come manna dal cielo, in attesa del rush finale. Assolutamente da dentro o fuori. 

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