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PESCARA: ESSERE O NON ESSERE

INCOMPIUTO E SFORTUNATO?

Pietro Literio
25.09.2019 14:56

Torna la rubrica "Calciologicamente", realizzata per PS24 dal dott. Pietro Literio, Psicologo/Psicoterapeuta e Docente Universitario a Contratto che analizza le vicende del Delfino da un punto di vista del tutto peculiare.

BUONA LETTURA !

Torna la delusione e la frustrazione tra i tifosi del Delfino, finora a “due volti”, costretto a rincorrere spesso la vittoria nei secondi tempi. Ci si aspetta ancora molto dal Pescara, ma non si può dire (la serie A).

Tuttavia, il campo ha dimostrato che rimane ancora un sogno irrealizzabile (per ora). Ma è presto per dirlo, ma non per fare alcune riflessioni importanti, ripartendo dall’inizio.

Ci sono diversi “ingredienti” in ballo. Metti i ritardi dal mercato (Machin e Kastanos) e le incompiute (il mancato arrivo di un altro centrale di peso).

Metti i ritardi/difficoltà di condizione a inizio campionato (Palmiero, Maniero e Machin), metti gli infortuni iniziali (Crecco, Melegoni e poco dopo Bettella), metti gli infortuni recenti nel momento di maggior crescita e di assestamento tattico del Pescara (Tumminello e Palmiero goleader e di costruzione).

Metti che la squadra dopo i recenti infortuni ha perso l’affiatamento in crescita di prima e non ha ancora ancora ben assorbito le nuove idee del mister (possesso palla, dominio del gioco possibilmente nell’area avversaria).

Metti le convinzioni tattiche del mister, inattese da alcuni giocatori (Brunori ala sinistra e Vitturini terzino destro deludenti, poi sostituiti da Di Grazia e Zappa più convincenti), metti il jolly Brunori che vede poco la porta come punta centrale, metti oltre all’assenza di Tumminello (in attacco) e di Palmiero (a centrocampo) quella importante di Bettella, in una difesa “attempata” e lenta (vedi Diaw come ha bruciato Scognamiglio in velocità nel secondo gol), metti la minore intensità agonistica in campo del Delfino rispetto agli avversari (pur in crescita nell’ultima gara a Cittadella), che i 7 punti, i 9 gol fatti e subiti, il 10° posto e la coda di delusione crescente sono serviti.

Ora che fare? Bisogna ripartire dalle certezze (Zappa, Memu, Di Grazia, Cisco e aggiungerei Maniero), definendo meglio le gerarchie e valorizzando il positivo finora emerso in campo: un gioco crescente e più chiaro (visto a Cittadella, anche se è mancata la finalizzazione), la propositività, i diversi talenti emergenti (Zappa, Di Grazia, Masciangelo, Kastanos), il rientro atteso di Bettella e Palmiero, un Galano in crescita, oltre a un Memushaj “guerriero”.

Ma serve anche la pazienza di aspettare i nuovi inserimenti (dopo gli infortuni recenti che hanno “riportato un po’ indietro” la squadra), e c’è bisogno di fiducia e coraggio nei giocatori a disposizione (Maniero, ma anche un Borrelli sostituto naturale di Tumminello), facendo di necessità virtù e lavorando molto ora sul piano motivazionale, agonistico (sul cosiddetto “atteggiamento”, come Cittadella insegna), con l’aggiunta di più divertimento e gioia in campo (e fuori).

Tutti compiti delicati “sulle spalle” del Mister, vero leader e condottiero (tattico e motivazionale) in questo momento delicato, atteso dalla “piazza” (ma anche visto come una scommessa), che ha l’opportunità di mostrare il suo valore, cogliendo l’occasione della sua carriera. Solo così potrà convincere che finora si è trattato più di sfortuna e ritardi, e meno di errori personali.

 

Pietro Literio

Psicologo/Psicoterapeuta/giornalista e Docente Universitario a contratto)

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