Editoriale

La scelta di Fiorillo, gesto di un calcio antico che non c'è più

Adesso anche Pescara ha il suo Gigi Riva (fatte le debite proporzioni). Ora dategli davvero la fascia da capitano

Luciano Rapa
23.06.2018 08:14

E adesso anche Pescara ha il suo Giancarlo Antognoni o il suo Gigi Riva, fatte le debite proporzioni. Non scomodiamo Francesco Totti, perchè Er Pupone ha concluso la sua carriera, diventando poi dirigente della squadra di cui è diventato simbolo, con gli stessi colori tatuati sulla pelle di quando aveva iniziato da bambino. In un calcio dove si chiede un adeguamento di contratto tre mesi dopo aver rinnovato e dove persino Gigi Buffon, a 40 anni compiuti e dopo 17 anni con una stessa maglia, opta per una nuova vita lontano dal club che professa di amare, la scelta di Vincenzo Fiorillo - che quando era alla Samp veniva ritenuto l'erede di SuperGigi - va sottolineata, applaudita ed ammirata. E' una scelta che appartiene ad un calcio che non c'è più.

Dire no ad una ricchissima offerta non è cosa da tutti, nel calcio come nella vita normale. Tenere fede alla propria parola è cosa anche più rara. Fiorillo rappresenta una vera eccezione. Piacevole, più unica che rara ormai. 

Quando si era sparsa la voce della pesante offerta del Qarabag, abbiamo provato a contattarlo. Nulla di invasivo, per rispettare i regolamenti del club e per non essere inopportuni anche se stavamo facendo solo il nostro lavoro. La sua mancata risposta suonava strana, data l'estrema cortesia sempre mostrata - anche nei momenti più difficili, sportivi e non - ma non abbiamo insistito, per rispettare il momento. Stava riflettendo, Vincenzo. La carriera di un calciatore è breve, bisogna capitalizzare - economicamente parlando - il massimo possibile nel minor tempo. E l'offerta azera era davvero importante, di quelle che ti consentono di stare davvero bene nel presente e nel futuro. "Ringrazio il Qarabag che ha cercato di convincermi in tutti i modi possibili. Ma penso che i soldi non siano tutto, quando tutto ciò di cui ho bisogno e’ già in questa città, in questo stadio!"

I soldi non sono tutto, ma aiutano a vivere meglio. Ma ci sono cose che i soldi non possono comprare. La serenità, ad esempio. Fiorillo a Pescara ha trovato la sua dimensione, di calciatore e soprattutto di uomo. Ha trovato stabilità negli affetti e la cosa di certo ha inciso su una decisione che inevitabilmente gli avrebbe capovolto la vita. E poi c'è un legame con una città, con una maglia ed una tifoseria che ha quel qualcosa di romantico che nel calcio moderno non c'è più, ma che servirebbe tanto. Tantissimo.

Non sono state tutte rose e fiori per Vincenzo Fiorillo a Pescara. Critiche e contestazioni, personali e di squadra, non sono mai mancate. Ha dovuto "combattere" avversari difficili, dall'amico-rivale Aresti a Pigliacelli passando per Bizzarri, ma quando la nebbia si è diradata è rimasto sempre e solo lui. Che non ha mai fatto mancare impegno, dedizione ed attaccamento.  "Combatto da 4 anni con questa maglia.. applausi, critiche, contestazioni. Ho perso una finale all’ultimo istante, ho vinto un campionato, sono stato protagonista in alcuni episodi e ho fatto anche qualche figura di merda! Ma l’ho sempre rispettata veramente in maniera importante questa maglia in ognuno di questi momenti. Ho fatto delle dichiarazioni importanti e solitamente non parlo per dare aria alla bocca".

Adesso si aprirà un nuovo capitolo della sua storia (d'amore) con il Pescara. Magari con un rinnovo, certamente con quella fascia di capitano al braccio che ha dimostrato di meritare sul campo e con quella gente che è diventata la sua gente. Perchè il calcio ha bisogno di eroi, di protagonisti nei quali i tifosi si possano identificare, di calciatori che diventano simboli e bandiere di un club. "Ho un’unica certezza ed un sogno, anzi due: quello di voler tornare in serie A con questa maglia e di giocarmela dall’inizio alla fine senza mai chiedere nulla a nessuno come ho sempre fatto. E magari un giorno esserne il capitano! "

Il primo passo sarà diventare il portiere con più presenze nella storia del Pescara, quello successivo legare indissolubilmente il suo nome al Delfino. Il futuro è sconosciuto ai più, bisogna vivere il presente. E quello biancazzurro dice che Fiorillo sarà il perno del nuovo Pescara. Evviva Fiorillo, l'ultimo dei Mohicani di un calcio che non c'è più

 

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