Prima squadra

Livorno-Pescara 0-0, le pagelle dei biancazzurri

QUASI TUTTI DIETRO LA LAVAGNA

27.01.2019 23:22

A CURA DI CLAUDIO ROSA -

Un brutto Pescara riesce, in qualche modo, a racimolare un importante pareggio in un pomeriggio toscano che poteva risultare molto più doloroso. Il Livorno vince soltanto ‘ai punti’, recriminando su un paio di azioni sprecate dai suoi giocatori e qualche palo di troppo che non hanno permesso ai ragazzi di Breda di fare il colpaccio in casa. Niente sorrisi invece per i biancazzurri, al secondo 0-0 consecutivo dopo la pausa. I mesi più critici sono ormai alle porte, e bisogna invertire il prima possibile un trend che, alla lunga, potrebbe risultare decisivo in ottica promozione.

FIORILLO 7: quando il portiere risulta essere il migliore della propria squadra, c’è evidentemente qualcosa che non va. Lui però, ex di turno tra l’altro, si fa sempre trovare pronto, mettendo più di qualche pezza ad un reparto difensivo in evidente difficoltà. È reattivo un paio di volte su Diamanti, il più pericoloso tra le fila livornesi, e si supera nel secondo tempo sul colpo di testa ravvicinato di Di Gennaro. Non avrebbe potuto far nulla invece, sui due pali colpiti dai toscani, ma la fortuna oggi era decisamente dalla parte dei biancazzurri.

BALZANO 5,5: corre tanto, si sacrifica e quando può, cerca anche di spingere. Le due migliori occasioni del Pescara partono entrambi dai suoi piedi, ma quell’enorme buco difensivo sul contropiede orchestrato da Valiani e concluso da Diamanti – su assist di Murillo colpevolmente lasciato solo dallo stesso Balzano – rischiava di decidere la partita in favore degli amaranto.

GRAVILLON 5,5: subisce, non per sue colpe, le avanzate del Livorno che, col passare dei minuti, diventano sempre più insistenti. I toscani puntano molto sulle fasce, ma al centro dell’area il difensore guadalupense fa spesso buona guardia. A metà del secondo tempo un’ammonizione piuttosto dubbia ne condiziona la gara, limitando di fatto la sua aggressività.

SCOGNAMIGLIO 6: nel complesso una prestazione sufficiente per il difensore biancazzurro. Che non sia grazioso ormai l’avevamo capito, e questa era proprio una di quelle partite dove non bisognava andare per il sottile. Lui lo capisce e porta a casa la ‘pagnotta’, senza far troppo rimpiangere l’assenza di Campagnaro.

DEL GROSSO 5-: partita da incubo per il laterale di Pillon che sognerà sicuramente questa notte Diamanti e Valliani. Il Livorno attacca praticamente per metà gara solo dalla parte sua, una scelta vincente per Breda che mette tremendamente in difficoltà Del Grosso, costretto spesso a dover fronteggiare i due giocatori toscani. L’emblema della sua partita sta tutta nel palo colpito da Diamanti, liberatosi all'interno dei sedici metri proprio dell’esterno biancazzurro con estrema facilità prima di calciare in porta.

KANOUTE 5,5: purtroppo per lui, non si può non giudicare la sua partita senza pensare al fatto che sia stato schierato dall’inizio per l’assenza di Brugman. Le caratteristiche sono diverse, ma nonostante questo pesano troppo le sue imprecisioni ed alcune leggerezze di troppo in fase di impostazione. Anche quando è il momento di difendere, resta troppo compassato lasciando metri di spazio tra sé e la linea difensiva, zona dove Diamanti si è reso spesso pericoloso. Mezzo punto in più per il tiro al limite dell’area, unica vera palla gol dei biancazzurri nel primo tempo. (dall’80esimo Bruno 5: entra, e si fa ammonire).

MEMUSHAJ 5: tanta buona volontà e poco altro. Si fa sentire in fase di recupero palla, ma oltre a qualche buona azione difensiva, la sua partita non offre più spunti. Sulla trequarti avversaria, il Livorno gli lascia parecchio spazio, senza però rendersi mai pericoloso.

MELEGONI 5,5: non una partita adatta a lui. Soffre tremendamente il baricentro alto del Livorno, e in fase di copertura tenta quello che può. Cerca, quando è in possesso, di trovare qualche soluzione interessante ma finisce per perdere ogni pallone. Avrebbe sui piedi anche la palla del vantaggio, ma strozza troppo il tiro che diventa innocuo per Mazzoni. Durante la partita Pillon lo inverte con Memushaj, forse per coprirsi di più sulla fascia occupata da Valliani.

MARRAS 5,5: forse il più ispirato del Pescara quest’oggi. Forse, perché di fatto il Pescara non ha mai ‘abitato’ realmente la metà campo dei livornesi, se non per qualche capovolgimento di fronte. Lui fatica tantissimo la doppia fase, difensiva e offensiva, ma quando può fa vedere qualcosa di interessante. Purtroppo l’unica sua conclusione verso lo specchio della porta finisce in curva. (dal 71esimo Ciofani 6: sei politico. Pillon lo inserisce per passare al 352, probabilmente per cercare di coprirsi sulle fasce. Lui fa il suo, senza far danni nei venti minuti in cui è in campo).

ANTONUCCI 5: pomeriggio incolore per l’esterno scuola Roma. Poche giocate, ed anche pochi palloni toccati. Si rende protagonista soltanto per un paio di scontri – verbali e non – con Giannelli. (dal 54esimo Monachello 5: Pillon lo mette in campo per avere più peso lì davanti e per far salire la squadra. Si rende utile soltanto quando salta Agazzi in velocità, facendo rimediare un giallo al difensore granata).

MANCUSO 5: sulla voglia di sacrificarsi di questo giocatore non possiamo dire nulla, ma nel pomeriggio di Livorno assiste praticamente alla partita, senza poter far qualcosa. Per metà gara, viene lasciato in balia dei difensori di casa, che lo annullano facilmente. Con l’ingresso di Monachello si sposta sulla fascia, ma è costretto ad arretrare il suo gioco, a causa della giornata di grazia di Valliani, che non lo lascia respirare. Nel finale Pillon tenta il tutto per tutto, riportandolo al centro, ma non trova spazi per rendersi pericoloso.

PILLON 5-: malissimo il tecnico degli abruzzesi che esce moralmente sconfitto dalla trasferta in Toscana. I suoi restano per 90 minuti in balia del Livorno, salvati dai pali e da un monumentale Fiorillo. Infortuni e assenze pesano, ma di fatto sbaglia tutti i cambi, provando dapprima ad inserire un centravanti di peso come Monachello, che provi a far salire una squadra totalmente chiusa nella propria metà campo. L’idea sarebbe anche corretta, ma l’apporto dell’attaccante è praticamente nullo, come quello di Bruno, buttato nella mischia a dieci minuti dalla fine e a tratti deleterio in quel piccolo spezzone di gara giocato. Un brutto pareggio, il secondo a reti bianche dopo quello con la Cremonese nel turno precedente. C’è bisogno di riprendere la rotta, ricominciando da dove si era concluso il 2018, per non rendere vano tutto quello che di buono è stato fatto fino ad ora.

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