Prima squadra

Niente sentimentalismi, conta solo vincere. Per entrambe

Le premesse di #PerugiaPescara

01.12.2019 00:24

C'eravamo tanto amati. No, non parliamo del film interpretato da Vittorio Gasmman e Stefania Sandrelli ma della storia tra il Pescara e il pescarese Massimo Oddo, che ritrova il Delfino e lo farà da avversario, per la prima volta in carriera. In biancazzurro ha iniziato la sua carriera e al suo nome è legata l'ultima promozione in serie A del Delfino. Sulla panchina del Pescara ha affrontato per due volte il Perugia, suo attuale club, centrando due vittorie su due al Curi. Il primo successo, alla sua seconda gara da tecnico professionista, è datato 26 maggio 2015: era il turno preliminare dei playoff ed il Pescara, in una gara secca, supera il turno in rimonta battendo gli umbri 2-1. Da lì iniziò la cavalcata che si concluse amaramente in finale playoff contro il Bologna, con una traversa di Melchiorri, curiosamente anche lui oggi in maglia Perugia, a negare la serie A al Pescara al 92. E' della stagione successiva però il grande acuto. Il Pescara targato Oddo sbanca 4-0 il Curi in una gara senza storie. Il tiki taka biancazzurro da quel giorno è diventato il marchio di fabbrica del Pescara di Oddo, quello di Caprari, Lapadula e Torreira che consegnò ai playoff una straordinaria promozione al Delfino dopo la doppia finale con il Trapani.

Il resto è storia nota, con la successiva stagione nella massima serie senza vittorie e l'esonero nel giorno di San Valentino, per far spazio al ritorno di Zeman sulla panchina del Pescara. Per Oddo a Pescara un totale di 80 panchine ufficiali e bilancio di 30 vittorie, 19 pareggi e 31 sconfitte ma domenica non ci sarà spazio per i ricordi. Conterà solo vincere una partita che può salvargli la panchina e pazienza se di fronte avrà l'amico Luciano Zauri, che fu suo collaboratore tecnico nell'esperienza biancazzurra.

Zauri, che proprio col Pescara ha concluso la carriera da giocatore per iniziare quella da tecnico, vuole dare continuità al momento positivo del suo Delfino e punta ad una prestazione importante per lasciare la sua impronta anche al Curi. Non sarà facile, perchè il Grifo non può permettersi passi falsi ma se il suo Pescara, in attesa di alcuni puntelli di spessore a gennaio, vuole contonuare a sognare deve continuare a macinare punti da qui al giro di boa. La squadra è in salute e in fiducia e un acuto in terra umbra sarebbe un segnale forte, fortissimo a tutto il campionato. Ecco perchè i 90 minuti del Curi sono importantissimi anche sulla sponda adriatica per una squadra che, partita in sordina, dopo aver cambiato 4 moduli sembra aver finalmente trovato una precisa fisionomia. Il pericolo numero 1 di stasera si chiama Iemmello, che ha segnato 9 dei 14 gol (i marcatori biancorossi sono appena 5, è lui dunque a aver fatto la parte del leone).

Concludiamo tornando a parlare di ex e di amarcord. Ben 6 gli ex della sfida del “Curi” : tra gli umbri Oddo, Gyomber, Capone, Melchiorri e Carraro; nel Pescara Scognamiglio che col Perugia allenato da Andrea Camplone ha conquistato la serie B nel 2014, una delle 4 della sua carriera. E proprio in biancazzurro conta di centrare la quinta, che proprio il Pescara gli negò quando giocava a Trapani

 

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