Prima squadra

Matteassi: "A Grosseto sarà una battaglia. Su Auteri e il momento dico..."

Così a Il Tirreno: "Se vuoi vincere, devi combattere, metterci gli attributi, senza tanti fronzoli"

02.12.2021 17:47

Luca Matteassi, grossetano doc, ha parlato a Il Tirreno in vistadella sfida di domenica. Grifone galvanizzato e rilanciato dalla vittoria nel derby col Siena e Pescara che non vince da diverse gare, fischiato dai tifosi e sempre più staccato dalla vetta. Ecco quanto riportato dal giornale toscano:

 «Sarà una partita difficile per noi - spiega Matteassi - lo sappiamo bene. Il Grosseto ha giocatori di qualità sia tra i più anziani che tra i giovani. Hanno cambiato modulo, si chiudono bene e quando ripartono sono molto pericolosi. Questo lo dobbiamo evitare. Mi immagino una battaglia in campo tra due squadre che vorranno i tre punti».

Grosseto-Pescara evidentemente per lei non può essere una partita come le altre.

«Direi proprio di no. Grosseto è la mia città e nel Grosseto lavorano tanti amici che meritano di essere arrivati tra i professionisti e che rivedrò con piacere. Ma per novanta minuti penserò alla mia attuale società».

Il giudice sportivo c’è andato giù pesante e allo Zecchini vi mancheranno un paio di giocatori importanti.

«Il giudice sportivo ha fatto quel che doveva. Qualcuno ha sbagliato e ne pagherà le conseguenze».

Le voci dicono di un mister Auteri all’ultima spiaggia contro il Grosseto, davvero rischia la panchina?

«Sono sempre gli allenatori a rimetterci per primi quando le cose non vanno. Non è questo il caso. Auteri resterà il nostro allenatore sino a fine stagione. Fa parte del progetto e la sua posizione non è assolutamente in discussione. Lo stesso vale per questo gruppo di giocatori. Ci siamo infilati in questa situazione con le nostre mani e dovremo uscirne con le nostre forze, tutti insieme, seguendo le indicazioni del mister».

Che Grosseto vi aspettate?

«Una squadra che lotta per salvarsi e che giocherà col coltello tra i denti. Lo scorso anno ha fatto un gran campionato, in questa stagione, forse cambiando tanti giocatori, ha perso qualche certezza, ma sono sicuro che alla fine riuscirà a salvarsi. Ovviamente, spero che ricominci a fare punti dalla partita successiva. Conosco la famiglia Ceri e li stimo per quello che stanno facendo con grande serietà, da quando sono partiti dalla mia Roselle».

E il Pescara, perché stenta così?

«Anche noi abbiamo cambiato tanto e dopo una retrocessione il rischio di incontrare delle difficoltà c’era. Ma col lavoro sono sicuro che ne usciremo».

Che campionato è questo secondo lei?

«Un girone durissimo, dove non bastano il blasone e la qualità dei giocatori. Nessuno ti regala niente. Se vuoi vincere, devi combattere, metterci gli attributi, senza tanti fronzoli».

 

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