Editoriale

Unus pro omnibus, omnes pro uno

La forza del gruppo è il segreto: tutti importanti, nessuno indispensabile

Luciano Rapa
27.09.2018 15:49

La forza del gruppo è quella che, a parità di valori, fa la differenza. Che il nuovo Pescara sotto questo aspetto stesse nascendo sotto buoni auspici era chiaro sin dal ritiro, quando nuovi e vecchi (per anagrafe e/o militanza in biancazzurro) si stavano conoscendo. Una grigliata tutti insieme a Palena, il sudore negli allenamento e l'unità di intenti nelle dichiarazioni, per una volta fuori dai classici luoghi comuni, avevano fatto intuire che qualcosa di buono si stesse creando. Ma in pochi credevano che dopo 5 partite, tutte comunque insidiose, il nuovo Delfino potesse ergersi così in alto in classifica. E guardare tutti dall'alto dei suoi 11 punti e da imbattuto. Forse la sconfitta è prossima, forse arriverà anche un perodo negativo ma al momento i dati di fatto sono questi: un Pescara ancora in rodaggio e con ampi margini di miglioramento ha ricreato entusiasmo nell'ambiente e, cosa ancor più importante, fa risultato.

Certo, la strada è ancora lunga e si deve continuare a lavorare per crescere ma le premesse della stagione, seminate in questo prime mese di campionato, sono più che promettenti. "Prima la salvezza, poi chissà": è questo il mantra del gruppo, plasmato ad immagine e somiglianza del suo condottiero, quel Bepi Pillon che intanto si è reso artefice della miglior partenza del Delfino in B negli ultimi 19 campionati.

Ha conquistato tutti, l'uomo col baffo che viene da Preganziol. Non con frasi ad effetto, non con piaggeria o con un fare da ruffiano: lo ha fatto con la sola forza del lavoro, con semplicità. La sua "ricetta magica" ha come ingrediente principale proprio il gruppo: "Tutti per unouno per tutti". Una squadra compatta, che magari non pratica un calcio champagne ma che piace. Piace molto, proprio per lo spirito battagliero. 

Dopo 5 giornate il Pescara si ritrova imbattuto e a soli 2 punti dalla capolista Verona: forse è un caso, ma forse non lo è. L'Adriatico è tornato ad essere un vero e proprio fortino biancazzurro (9 punti su undici totali arrivano dalle mura amiche, 3 vittorie su 3 gare nelle sfide casalinghe) e i tifosi sono tornati a sostenere la squadra dal 1' al 90': una grande cavalcata si costruisce così.

Tutti sono importanti e nessuno è indispensabile nel Pescara targato Pillon, anche se a ben guardare le statistiche tre giocatori sono stati sempre schierati e mai tolti: Gravillon, Memushaj e Brugman. E Mancuso, dopo la panchina iniziale di Cremona, da quando è entrato (facendo un gol pesantissimo) non è più uscito, fornendo reti e prestazioni doc sia da esterno sia da centravanti. Pillon ha alternato spesso, spessimo i suoi uomini, cambiando praticamente sempre il tridente e modificando a seconda delle varie necessità anche gli altri reparti: della rosa attuale, solo Scognamiglio, Palazzi, Elizalde, Farelli, Del Sole e Fornasier sono rimasti al palo, tra infotuni e scelte tattiche. Ma torneranno utili anche loro. 

Arriveranno momenti neri, servirà mantenere calma e sangue freddo. Ma intanto godiamoci questa squadra, che piace pur non essendo bellissima. E' un pò come quelle donne che non sono avvenenti per dono di Natura, ma che hanno quel qualcosa che le rende speciali ed interessanti. E che posso far girare la testa a tutti...

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