Prima squadra

Dicara: "Si giocherà più sui nervi che sulla tattica"

L'allenatore pescarese e la doppia sfida tra Verona e Pescara

22.05.2019 07:16

Probabilmente non sarà una partita a scacchi, conterà più l'aspetto nervoso rispetto a quello tecnico-tattico.  La sfida nella sfida tra Aglietti, il giovane rampante che è subentrato in corso d'opera a Fabio Grosso, e Bepi Pillon, il decano della B con oltre 500 partite tra i professionisti, però ovviamente avrà incidenza sui destini della doppia sfida tra Verona e Pescara che vale un posto in finale. 

Secondo Giacomo Dicara, interpellato da PS24, conterà tanto altro nei 180' ad alta tensione tra il Bentegodi e l'Adriatico.

"L'aspetto tattico chiaramente avrà la sua importanza, ma nelle partite playoff conta di più l'aspetto nervoso. Gli spareggi promozione sono un vero e proprio campionato a parte, un episodio a favore o meno può cambiare le sorti di una qualificazione. Prendete il preliminare del Verona, un rigore sul finale poteva cambiare tutto ed è servito l'ingresso di Pazzini che ha fatto due gol in 5 minuti per cambiare la storia. Ecco, avere giocatori del genere, che per storia, qualità ed esperienza sanno come vivere determinate gare, può essere un fattore importante. Quando si subentra in corso d'opera e lo si fa, come nel suo caso, nelle ultimissime partite di campionato non è semplice in realtà trasferire troppi principi. Si punta più su altri aspetti, ad esempio la gestione dell'aspetto nervoso ed emotivo. Però questo cambio di atteggiamento del Verona, meno palleggio e più verticalizzazioni,  si è visto e forse è più redditizio rispetto al precedente, anche se poi in termini assoluti non vuol dire che sia necessariamente quello giusto in ogni circostanza. Non va dimenticato, inoltre, che il Verona avrà la pressione di una piazza esigente e di aspettative che il campionato ha tradito. Era partito per vincere ed invece è entrato ai playoff solo all'ultima giornata, un po' come il Palermo, al di là degli ultimi accadimenti e della retrocessione sancita a bocce ferme, che doveva ammazzare il campionato e non ci era riuscito. L'ossessione di dover andare avanti, dato il tipo di squadra allestita, può nuocere. Ed è una situazione completamente diversa dal Pescara, che non era partito con questa ambizione ma che sin da subito è stato fisso nei quartieri alti della classifica. Se dovesse andare male qui a Pescara non si potrebbe parlare di fallimento, insomma. Ma è chiaro che ora la squadra di Pillon se la giocherà al massimo per centrare un obiettivo che sarebbe un vero sogno per tutti. Ed io mi auguro che ce la faccia a coronarlo"

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