Prima squadra

Pescara-Venezia, la legge degli ex

Match batticuore per Del Grosso e Cocco

26.12.2018 10:38

A CURA DI DANIELE BERARDI

Certi amori non finiscono mai. Alcuni restano in cantina per diverso tempo, salvo poi tornare a bussare alle nostre porte quando meno ce lo aspettiamo. Altri ancora sono più infidi e aspettano che la nostalgia avvolga il cuore per tornare a far pressione su antiche ferite. Memorie “vendittiane” di un passato dalle mille sfumature: grigio, avvolgente, romantico, feroce, sgargiante, deludente. Un climax di emozioni che ci assale guardando negli occhi di quello che è stato e che, come il ciclo delle stagioni, torna a riproporsi. Quasi senza pietà.

Pescara-Venezia è una partita fondamentale per mille motivi. Non ultimo, il fatto che i biancazzurri abbiano un estremo bisogno di rialzare la testa dopo il kappaò di Verona. Di fronte ci sarà il Venezia di Walter Zenga che staziona a metà classifica. Sarà una sfida complicata nel bel mezzo delle feste natalizie. Pillon ha imposto ai suoi ragazzi un regime piuttosto ferreo per preparare al meglio questa sfida. Sulla carta ci sono soltanto i tre punti in palio, ma è una partita che vale davvero molto in prospettiva futura. Farà paio con la trasferta di Salerno, utile per chiudere il girone d'andata e archiviare l'anno solare.

Pescara-Venezia sarà una partita dal sapore certamente speciale per Cristiano Del Grosso, che in riva alla Laguna ha collezionato 21 presenze (tra campionato e playoff) la scorsa stagione. Un'esperienza importante per l'ex Atalanta, capace di rilanciarlo ad alti livelli spingendo il Pescara a puntare su di lui. Ma all'Adriatico andrà messo da parte anche quel po' di ricordi che avvolge una sfida così delicata. 

Anche Andrea Cocco scorgerà parte del suo passato al cospetto di Zenga e compagni. Dieci presenze e due gol tra campionato e playoff in Serie C1, nel lontano 2006/07. Ma ora più che mai il Pescara ha bisogno di concentrarsi su quel che sarà, piuttosto che perder tempo a rimpiangere ciò che poteva essere e non è stato. Il Verona è ancora una ferita aperta e purulenta. Il Venezia di Zenga potrebbe essere la cura migliore per lenire i rimpianti, e aprire le porte di un 2019 ancora più radioso.

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