Prima squadra

Una grande delusione, in finale ci va l'Hellas: #PescaraVerona 0-1

La semifinale di ritorno all'Adriatico è andata così

26.05.2019 20:07

11 metri di amarezza. E di delusione. Un calcio di rigore conquistato e realizzato da Di Carmine consente al verona di sbancare l'Adriatico e condannare all'eliminazione il Pescara, che chiude in 10 per l'espulsione di Scognamiglio nel recupero. I biancazzurri avevano due risultati su tre a disposizione per raggiungere in finale playoff il Cittadella, hanno invece ceduto il passo ad un Verona che non ha fatto molto per vincere la gara ma che l'ha portata a casa sfruttando in primis le ingenuità degli avversari più che le proprie qualità

La gara. Pillon conferma tutti gli undici schierati al Bentegodi nel match di andata mentre Aglietti cambia un solo elemento, rinunciando a Danzi e schierando Colombatto. 

Chi si aspettana un Verona arrembante sin dall'inizio è rimasto deluso: la squadra di Aglietti copre bene il campo con un 4-5-1 in fase di non possesso che si trasforma in un 4-3-3 atipico e comunque non troppo aggressivo una volta riconquistata palla. La prima grande occasione è comunque di marca scaligera, ma a tu per tu con Fiorillo il centravanti Di Carmine si lascia ipnotizzare; il tutto però è vanificato dalla posizione di offside del numero 10 ospite. I gialloblù provano spesso le imbucate imporvvise per innescare proprio Di Carmine, ma i primi tentativi risultano vani. Con il trascorrere dei minuti sembra aumentare la pressione veneta ma il Pescara regge bene l'urto, senza patire troppo le iniziative degli avversari. Al 18' Pillon è costretto al primo cambio: dopo una mischia selvaggia in area pescarese, Pinto resta a terra infortunato ed è costretto a chiedere la sostituzione. Entra Del Grosso, tatticamente non cambia nulla. Il Verona ha l'occasionissima per passare in vantaggio con un colpo di testa di Laribi, tutto solo sul secondo palo a deviare un insidiosissimo cross da destra di Henderson. Solo esterno della rete per lui e sospiro di sollievo per gli 11mila dell'Adriatico. Anche Aglietti è costretto al primo cambio causa infortunio: Empereur deve lasciare il posto a Bianchetti al minuto 21. Il Pescara prova ad agire di rimessa, ma errori in rifinitura penalizzano ogni iniziativa. L'ennesima verticalizzazione per Di Carmine trova pronto il centravanti alla deviazione, ma Fiorillo non si fa sorprendere al 23'. Al 28' una deviazione beffarda di Dawidowicz su tiro di Sottil per poco non beffa Silvestri, bravo a recuperare la posizione e a deviare in corner (poi senza esiti). Il predominio territoria è a favore del Verona, che ha necessità assoluta di portare a casa la vittoria per staccare il pass per la finale; ma la buona vena di Laribi e Di Carmine non trova supporto nei compagni ed un Pescara compatto riesce a serrare i ranghi e a chiudere quasi tutti i varchi. Al 36' annullata una rete di Di Carmine per fuorigioco, il Var conferma la bonta della segnalizione dell'assistente Fiore di Barletta. Più Verona che non Pescara anche nel finale di tempo, recupero di 3' incluso, ma nessuna vera occasione creata, se si eccettua allo scadere un piazzato di Brugman che termina a lato: si va dunque al riposo sul risultato di 0-0. 

Si riparte senza variazioni nelle due formazioni. Pronti via e il Pescara su cross di Sottil ha la migliore occasione confezionata finora, con Marras che in scivolata sul secondo palo per poco non centra il bersaglio grosso. Un 1' dopo, un tiro da fuori di Memushaj, deviato, quasi beffa Silvestri. Sembra avere un piglio diverso il Delfino rispetto ai primi 45 minuti. Lo stesso Memushaj ci prova al 6', sempre da fuori e sempre con un rasoterra, ma Silvestri è attento e blocca. Al 9' ripartenza potenzialmente letale dei gialloblù, ottimamente condotta da Matos ma malamente conclusa da Faraoni che calcia tra le braccia di Fiorillo. Al minuto 11 Lee rileva Laribi nell'Hellas, secondo cambio. La manovra ospite sembra spenta, merito anche di un Pescara che ha alzato il proprio baricentro rispetto al primo tempo per gestire, con calma e lucidità, i frangenti della gara. Al 17' una spizzata di Di Carmine su traversone proveniente da sinistra non inquadra lo specchio della porta pescarese. Al 22' scocca il momento di Pazzini e Aglietti cambia fisionomia al suo Verona: non esce Di carmine come di consueto ma Colombatto. Un minuto dopo miracolo di Silvestri su girata dal cuore dell'area piccola di Mancuso, lesto a calciare in porta un pallone proveniente da sinistra. Sul ribaltamento di fronte, fa tutto benissimo Matos tranne il momento topico della conclusione. Pillon corre subito ai ripari e passa al 5-3-2: fuori Sottil e dentro Campagnaro. L'Hellas ora preme forte e guadagna un calcio di rigore al 28' per atterramento di Di Carmine ad opera di Scognamiglio. Dal dischetto lo stesso Di Carmine non sbaglia e porta avanti i suoi.  Immediatamente Pillon inserisce una punta, Bellini, per un centrocampista, Crecco, ridisegnando ancora una volta la sua squadra. Ora il Pescara deve necessariamente trovare un gol per strappare la qualificazione. L'Adriatico, dopo un primo momento di smarrimento, torna a sostenere fortemente i biancazzurri, che provano generosamente a riversarsi in avanti. Ma senza troppo costrutto. Il cronometro, a lungo splendido alleato del Delfino, ora è il primo nemico. Al 38' Silvetsri in uscita bassa salva su Mancuso, che non riesce così a festeggiare il suo ventisettesimo compleanno con un gol importantissimo. Il forcing biancazzurro si protrae anche nei 4' di recupero, ma non c'è spazio per la gloria. Nel recupero per dobbia ammonizione viene espulso Scognamiglio e si certifica la disfatta anche per l'errore di Bellini al 49' che gela definitivamente le speranze pescaresi.  Passa il Verona, al Pescara resta solo l'amarezza di quel che poteva essere ed invece non sarà. 

Il tabellino

PESCARA - VERONA 0-1

MARCATORI: 29' st su rig. Di Carmine (V)

Pescara: Fiorillo; Balzano, Bettella, Scognamiglio, Pinto (18'pt Del Grosso); Memushaj, Brugman, Crecco (29'st Bellini); Marras, Mancuso, Sottil (25'st Campagnaro).   All. Pillon  

Verona: Silvestri; Faraoni, Dawidowicz, Empereur (21' pt Bianchetti), Vitale; Henderson, Gustafson, Colombatto (22'st Pazzini); Matos, Di Carmine, Laribi (11'st Lee).   All. Aglietti  

Ammoniti: Colombatto, Henderson, Di Carmine (V), Del Grosso (P)

Espulso: Scognamiglio (P) per doppia ammonizione al 47'st

Arbitro:Abbattista di Molfetta

NOTE: Presenti in tribuna il presidente del Teramo Luciano Campitelli e l'ex alenatore palermitano Roberto Stellone.

Commenti

Pescara-Juventus 5-1: quando Allegri affondò la Vecchia Signora
Pillon: "E' un addio per me, giusto ripartire con un altro allenatore"