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Un pescarese contro il Delfino: D'Angelo sfida il Pescara

Il trainer del Pisa non ha mai militato tra i biancazzurri

01.11.2019 09:54

Ci sarà emozione, di sicuro, ma niente sconti: il pescarese Luca D'Angelo, che da calciatore non ha mai sfidato i biancazzurri, domani debutterà da tecnico all'Adriatico guidando il suo Pisa contro il Delfino.

L'allenatore nerazzurro si è confessato nei giorni scorsi a Il Centro in una lunga e interessante intervista che vi riproponiamo nelle parti salienti. Ecco quanto D'Angelo ha raccontato al quotidiano abruzzese:

«Sarà speciale per me e per Verna (frentano, ndr), ma poi l’emozione lascerà il posto all’adrenalina della partita». Sensazioni?
«La preparazione alla partita sarà quella di sempre. Poi, chiaramente, domani andremo in ritiro nella mia città e sarà un po’ strano. Sabato, infine, la partita che non può essere normale, almeno per me. Prevale la soddisfazione, forse anche un pizzico di orgoglio. Ma sarà comunque speciale».
E ripenserà a che cosa?
«A quando ero un bambino, si giocava a pallone lungo le vie del quartiere. E il sogno di ognuno di noi era quello di giocare all’Adriatico».
La strada è una bella gavetta.
«Ora vanno di moda i social, quanto di più finto possa esistere».
Un giorno allenerà il Pescara?
«No, lasciamo perdere questi discorsi. Certo, nel calcio mai dire mai. Ma il Pescara ce l’ha un allenatore, ed è pure bravo».
Tanti anni nel calcio, ma mai in biancazzurro.
«Così ha voluto il destino. Ogni volta ci diciamo la stessa cosa. Guardiamo avanti. Ora sono contento di allenare il Pisa, gran bella piazza. Sugli spalti sempre 9-10mila spettatori. Calore e passione, si sta bene».
Non sarà la prima volta all’Adriatico-Cornacchia da avversario.
«Da allenatore sì. Da calciatore ci sono stato con il Castel di Sangro, con il Rimini e con la Fermana. Da allenatore è diverso, hai maggiori responsabilità».
Che accoglienza si aspetta?
«Normale. I tifosi non penseranno al sottoscritto, tiferanno il Pescara».
Ci saranno anche degli amici sugli spalti?
«Tanti, molti dei quali tifano Pescara. Ci saranno i miei, certo, ma non mia mamma. Abita a un chilometro dallo stadio, ma non c’è verso di smuoverla».
Che partita sarà?
«Non lo so. Del Pescara posso dire poco se non quanto visto con il Benevento. Gran partita. E tante buone individualità di spicco: Memushaj, Galano e Machìn sono tanta roba. Noi, invece, martedì sera abbiamo fatto bene e vinto, la squadra ha sofferto solo nel finale dopo la rete del 2-1 della Salernitana. Ma la vittoria è meritata».

Che Pisa sarà?
«Ce la giocheremo all’attacco. O quantomeno ci proveremo. E per me questo è un pregio. Poi, bisognerà vedere se il Pescara ce lo permetterà. Contro il Crotone, ad esempio, siamo stati costretti a difenderci in casa. Gran bella squadra quella di Stroppa».
Il Pescara soffre le squadre che l’aggrediscono.
«Beh, noi abbiamo questo modo di giocare. Ci trasciniamo dietro la mentalità acquisita durante la passata stagione in serie C».

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