Prima squadra

Hellas Verona-Pescara, le pagelle dei biancazzurri

Occasioni sprecate e tanti errori. Centrocampo in difficoltà

18.12.2018 12:10

A CURA DI DANIELE BERARDI

Il Pescara cade al Bentegodi con un sonoro 3-1. Un passivo ingombrante, scaturito dai numerosi errori in fase di transizione dei ragazzi di Pillon. Mancuso resta l'unica luce nel buio generale. Monachello non è in serata. A centrocampo si fa fatica a correre all'indietro una volta persa palla. Tutto ciò, sommato alla serata di grazia dei gialloblu, ha messo in mostra alcune lacune nell'atteggiamento del Pescara, lontano parente della squadra spumeggiante ammirata fino a qualche settimana fa. 

Kastrati 5,5: dopo la buona prova col Carpi, il portierino biancazzurro incassa altre tre reti e, di fatto, continua il suo periodo non troppo fortunato tra i pali. Sbarra la strada in due occasioni a Lee e Zaccagni con un paio di interventi provvidenziali. Ma l'errore lo commette sul diagonale perfido di Danzi. Probabile che non abbia visto partire bene la sfera, ma è troppo lento nell'andar giù ad afferrare un pallone calciato neanche con troppa veemenza. Il gol del vantaggio gialloblu taglia le gambe alla partita del Pescara.

Balzano 6: spinge come un forsennato dal primo al novantesimo, rendendosi pericoloso in più frangenti. Pecca d'imprecisione quando riesce a prendersi il fondo, ma è comunque una delle poche note positive nella serata del Bentegodi. Le sue cavalcate, tuttavia, prestano il fianco alle ripartenze del Verona e dello scatenato Lee, che manda in crisi in la retroguardia di Pillon. 

Del Grosso 5,5: la prestazione sarebbe anche discreta, con qualche buona sortita offensiva e un duello ad armi pari con lo scatenato Matos.  Ma la goffa autorete del 3-0 pesa come un macigno nell'economia del risultato. Sfortunato perché il pallone gli carambola sul piede ed entra in porta, ma probabilmente avrebbe dovuto posizionarsi meglio col corpo e respingere la traiettoria. Peccato.

Scognamiglio 5,5: il Pescara balla un po' troppo in difesa soprattutto a causa dei tanti palloni persi in uscita. L'ex Trapani fa il suo in più di un'occasione tentando di arginare le ripartenze scaligere. Ma lui e Gravillon sono troppo spesso lasciati nell'uno contro uno in campo aperto e di conseguenza indotti all'errore. 

Gravillon 5,5: discorso simile a quello del collega di reparto. Anche lui piuttosto in difficoltà nella lettura degli scambi repentini del Verona a ridosso dell'area di rigore. Su uno di questi, l'arbitro gli fischia un rigore piuttosto generoso. L'ex Inter arrivava da dietro e probabilmente la dinamica dell'azione ha tratto in inganno il direttore di gara.

Brugman 5: una delle peggiori prestazioni stagionali dell'uruguagio. Non riesce ad imporsi in mezzo al campo e il Verona inzuppa il biscotto negli spazzi liberi alle sue spalle. Poco sacrificio in fase di non possesso e mancanza assoluta di coordinazione nell'aggredire i portatori di palla veneti. C'è bisogno del miglior Brugman per riaccendere la luce, ma le buone prestazioni passano inevitabilmente da un cambio radicale di atteggiamento. 

Memushaj 5,5: si danna l'anima come al solito ma è in evidente difficoltà (forse anche fisica), nonostante il turno di riposo concessogli da Pillon due domeniche fa. Lontano parente del centrocampista 'box-to-box' che aveva fatto innamorare i tifosi biancazzurri. Deve ritrovare se stesso ma il suo reparto (attualmente) non gli è di grande aiuto.

Machin 6: è uno dei pochi in grado di creare pericoli. L'assist per la rete di Mancuso è voluto, cercato e trovato con insistenza. Tuttavia, la prestazione globale è sulla falsariga dei suoi compagni: imprecisa, superficiale e indolente. Difficile chiedergli rincorse di cinquanta mentri per bloccare i contropiedi, ma fa una fatica immane a correre all'indietro una volta persa palla. Il sacrificio era uno degli imperativi del Pescara operaio d'inizio stagione. C'è bisogno di tornare a ricalcare le vecchie orme.

Marras 5. prestazione incolore da parte del furetto ex Trapani e Alessandria. Limitato alla grande da Empereur. Il Verona pressa alto e il Pescara non riesce a sfruttare gli spazi alle spalle della retroguardia gialloblu. Avrebbe bisogno anche lui di un po' di riposo. Lascia il posto a Palazzi per cercare di rimettere in piedi la contesa nel cuore della mediana. (dal 54' Palazzi 5,5: entra per garantire fosforo e geometrie in mezzo al campo. Approccia con qualche errore di troppo in fase d'impostazione, ma cresce alla distanza col passare dei minuti. Con Melegoni out, le rotazioni in mezzo al campo diventeranno una necessità e potrebbe ritagliarsi il suo spazio nelle prossime apparizioni).

Monachello 5: i tifosi hanno ancora negli occhi la letale doppietta di La Spezia. Caso strano, quella ligure è anche l'ultima vittoria in trasferta dei ragazzi di Pillon. Ma al Bentegodi l'ex Atalanta arriva con le polveri bagnate e finisce per sparare a salve in un paio di occasioni. Dopo i grossolani errori col Carpi, altra prestazione negativa sotto porta. Non è sereno anche per situazioni extra campo. Ha bisogno di schiarirsi le idee e ritrovare equilibrio, dentro e fuori dal rettangolo verde.

Mancuso 6: mezzo voto in meno per la ghiotta occasione cestinata ad inizio partita, col riflesso felino di Silvestri a dirgli di no a pochi passi dalla linea di porta. Detto ciò, continua la sua stagione di grazia mettendo a segno il nono gol in campionato. Quest'anno la butta dentro in ogni modo, c'è poco da dire. Sicuri che non sia reato lasciarlo a metter radici sulla corsia di sinistra?

Pillon 5,5: la squadra parte col piglio giusto nei primi minuti, ma si scioglie clamorosamente alla distanza con una serie di errori da matita blu. Quello che preoccupa non è tanto la disposizione tattica, quanto l'atteggiamento dei suoi ragazzi, diventati improvvisamente poco inclini al sacrificio. Lui ci mette del suo tardando la lettura delle difficoltà in mezzo al campo. L'inserimento di Palazzi, tuttavia, non argina del tutto le scorribande del Verona. Forse avrebbe potuto lanciare Del Sole nella mischia per uno spento Marras, o addirittura cambiare schieramento tattico dal principio, visto il momento complicato. Probabile che stia già pensando a qualche cambiamento per la gara col Venezia. Ma sono tutte supposizioni. La squadra ha bisogno di schiarirsi le idee e ritrovare entusiasmo, prima di tornare a tirare calci al pallone.

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