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Andrea Iaconi: “Vi racconto com’è cambiato Sarri da Pescara ad oggi. Sul Pescara vi dico che...”

A Rete8 le parole dell'ex biancazzurro

05.06.2019 00:02

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - Andrea Iaconi è stato d.s. di varie squadre di Serie B tra cui il Pescara. Fratello di Ivo Iaconi, ex allenatore biancazzurro ed ex Brescia nella stagione 2004-2005 ha parlato di Sarri e della sua esperienza a Pescara. Esattamente una settimana fa il tecnico ex Napoli ha vinto l’Europa League battendo l’Arsenal per 4-1. Andrea Iaconi ha raccontato vari aneddoti ai tempi della sua militanza in Abruzzo e come il tecnico ormai prossimo allenatore della Juve è cambiato in questi anni ai microfoni di Rete8.

Chiesi a mio fratello Ivo quale fosse la squadra che lo aveva sorpreso nel suo girone e lui mi disse la Sangiovannese, era organizzata bene. Il direttore della Sangiovannese era un mio ex giocatore, ci incontrammo a Pescara per discutere su Sarri. Mi disse che aveva un gruppo di lavoro eccezionale avendo un allenatore, vice allenatore, preparatore dei portieri ed un nutrizionista. Parlai con il presidente non sapendo a cosa andavo incontro e presi tutto il suo staff. Ad aprile di quell’anno gli proposi il rinnovo del contratto. Aspettai 15 giorni per avere una sua conferma, mentre il Livorno, che giocava in Serie A, lo aveva chiamato. Passarono 15 giorni e decisi di prendere Ballardini. Mi chiese di incontrarci anche se io ormai avevo già scelto il nuovo allenatore. Lui andò ad Arezzo al posto di Conte. Presi Matteini ma lui non lo fece giocare mai. Arrivammo alla partita contro la Triestina vinta per 5-1. Matteini entrò dalla panchina al posto di Cammarata e fece 4 gol. Sarri aveva il vizio di fumare. Andai in ritiro con la squadra. Lui era con il suo staff a centrocampo parlava e fumava mentre la squadra faceva il torello come allenamento. Mi avvicinai piano piano a allontanando i suoi collaboratori chiesi di andare verso la panchina per spegnere la sigaretta. Aveva una mentalità di un dilettante che nel corso degli anni è cambiato. Pensa solo alla squadra curando tutti i particolari. E’ arrivato tardi nel calcio bruciando molte tappe. L’Empoli è stata la squadra che lui ha fatto giocare meglio. Ha avuto delle coincidenze molto favorevoli. Il primo Sarri era diverso da quello di allora. Non era una bella squadra da vedere però negli anni è migliorato. Privilegiava il giocatore che metro per metro faceva quello che diceva lui. Adesso vuole giocatori con più qualità. Gli allenatori top? Parlo di quelli che hanno talento. Tra i top vedo Allegri, Zeman, Guardiola, Klopp. Sarri non ha talento ma è bravissimo perché sa allenare sul campo, così come Di Francesco e Giampaolo. A Sarri dissi di fare un colloquio con Ianni, visto che conoscevo la sua famiglia che era originaria di Giulianova e lo prese subito come collaboratore. Gli ho fatto i complimenti per la vittoria dell’Europa League. Il Pescara? La società ha costruito una buona squadra. Durante il campionato il Pescara si è evoluto, è migliorato attraverso il lavoro. Quando giocò la semifinale ero convinto che c’è la potesse fare. Si è parlato della sostituzione Sottil-Campagnaro solo perché si è preso gol. Il Pescara ha fatto un grandissimo campionato. Tanto di cappello per chi ha lavorato in campo ed in società. Zauri? Ho fatto 39 anni di calcio prendendo allenatori dalla C, molti sono andati in A. Durante l’era di Sebastiani sono stati lanciati molti allenatori proveniente dalla Primavera come Oddo e Di Francesco. Non posso esprimere giudizi su Zauri perché non lo conosco. Pescara ha la caratteristica di lanciare allenatori giovani. Molti allenatori sono passati per Pescara per allenare in Serie A, sia da giocatori che allenatori, vedi Allegri, Giampaolo, Di Canto, Delio Rossi.”

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