Prima squadra

Crotone-Pescara, la dura legge degli ex

Partita del cuore per Giovanni Stroppa, Ahmad Benali e Pettinari

17.02.2019 11:39

A CURA DI DANIELE BERARDI 

Certi amori non finiscono mai. Alcuni restano in cantina per diverso tempo, salvo poi tornare a bussare alle nostre porte quando meno ce lo aspettiamo. Altri ancora sono più infidi e aspettano che la nostalgia avvolga il cuore per tornare a far pressione su antiche ferite. Memorie “vendittiane” di un passato dalle mille sfumature: grigio, avvolgente, romantico, feroce, sgargiante, deludente. Un climax di emozioni che ci assale guardando negli occhi di quello che è stato e che, come il ciclo delle stagioni, torna a riproporsi. Quasi senza pietà.

Dopo il buon pareggio di Foggia, il Pescara di Pillon ha estremo bisogno di tornare alla vittoria. Il successo manca dal lontanissimo 30 dicembre, quando i biancazurri si imposero per 4-2 sul campo della Salernitana, interpretando una delle migliori performance stagionali lontano dall'Adriatico. Da lì in poi, bottino magrissimo con 3 pareggi e una (sonora) sconfitta. Di fronte, ci sarà il Crotone di Giovanni Stroppa, ex allenatore biancazzurro nella sfortunata stagione post zemaniana. 

Per Stroppa, l'avventura in Abruzzo durò dall'8 giugno 2012 al 18 novembre dello stesso anno. Il feeling mai nato con la piazza e una rosa oggettivamente non all'altezza della massima serie logorarono a poco a poco il castello dell'ex Sud Tirol. Soltanto 14 i punti messi in cascina in altrettante partite. Una media fin troppo esatta che non bastò ad evitare l'esonero dopo la sconfitta per 1-0 sul campo del Siena. I tanti cambi di modulo e la confusione che regnava sovrana in quel Delfino fecero la differenza. Il peso dei fasti del periodo zemaniano contribuì a rendere il boccone ancor più difficile da deglutire. Tra l'altro, il bilancio di Stroppa contro il Pescara non è esattamente da incorniciare (ben 4 le sconfitte incassate, una vittoria e un solo pareggio), ma tra le mura amiche dello Scida l'ex calciatore del Milan proverà a prendersi una piccola rivincita. 

Anche per Stefano Pettinari sarà una partita dal retrogusto nostalgico. Lo scorso anno, in Abruzzo, il bomber scuola Roma ha vissuto probabilmente l'annata migliore della sua carriera. Tredici gol e cinque assist in trentotto partite, agli ordini di Zeman prima e Pillon poi. Uno dei pochi raggi luminosi nel buio dilagante di una stagione conclusa dal Delfino con l'acqua alla gola. I suoi gol e le sue giocate hanno fatto sognare la tifoserie per tutto il girone d'andata. Magistrali le triplette contro Foggia e Frosinone. Un attaccante che ha raggiunto la definitiva consacrazione dopo un lungo peregrinare, a testimonianza di co l'atmosfera dell'Adriatico sia a dir poco salutare per quegli intraprendenti ragazzotti col numero 9 sulle spalle. 

Aprirà la scatola dei ricordi anche il "folletto" Ahmad Benali, che a Pescara ha lasciato davvero un pezzo di cuore. In biancazzurro, ha coronato la cavalcata vincente della gestione Oddo con ben 6 gol e 2 assist. Giocatore estremamente versatile ed eclettico. Ma il suo estro è finito per scontrarsi con l'integralismo zemaniano che, a furia di panchine e di scelte discutibili sulla disposizione tattica dell'ex Brescia, ha logorato il rapporto con Benali spingendolo all'addio. Ma si sa, si torna sempre dove si è stati bene. E gli amori vendittiani, di solito, li riconosci a prima vista. 

 

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