Prima squadra

Il nuovo Pescara: le impressioni di 3 grandi ex

A il Centro, Dicara, Gelsi e Pagano promuovono il Delfino

09.09.2018 01:00

Che impressione ha destato il nuovo Pescara nelle prime due gare di campionato? Quali prospettive ha? A questi ed altri quesiti hanno risposto 3 grandi ex biancazzurri, ovvero Pagano, Gelsi e Dicara in un interessantissimo pezzo de Il Centro di qualche giorno fa.

Ecco un estratto con le principali dichiarazioni rilasciate dai tre celebri ex campioni al quotidiano abruzzese:

Giacomo Dicara,. «Siamo in una fase di rodaggio, i calciatori devono trovare il giusto affiatamento. Tuttavia, a Cremona la difesa si è ben comportata e anche contro il Livorno non ci sono stati grandi scompensi, se escludiamo l’errore di Balzano che ha portato al rigore e le due occasioni concesse nei minuti finali. Forse la squadra ha avuto un po’ di paura di non farcela e si è tirata indietro. Con l’ingresso di Diamanti i toscani sono cresciuti e in quel frangente bisognava limitare il suo raggio di azione. Tutto sommato, il reparto è affidabile. Se sta bene, Campagnaro è una garanzia anche a 38 anni, i terzini Balzano e Del Grosso sono forti ed esperti, così come Ciofani che aveva giocato la prima partita. Poi c’è Gravillon che, nonostante la giovane età, si fa rispettare. A volte è un po’ irruento, però potrà diventare un ottimo difensore». In rosa ci sono anche Perrotta, Elizalde, Fornasier e Scognamiglio che Dicara ha allenato a Cesena. «Quando starà bene, Gennaro darà un ottimo contributo. Sarà necessario affinare i meccanismi. Ad esempio, la squadra a volte si allunga e in quei casi non bisogna perdere l’equilibrio, ma Pillon sa cosa fare. Credo che il Pescara possa arrivare tranquillamente tra le prime otto».

Michele Gelsi: «È un reparto ben assortito, i punti fermi sono Brugman e Memushaj, due calciatori di categoria superiore. L’uruguaiano ha tanta qualità, l’albanese è prezioso a livello tattico. Credo che Machìn sia l’elemento ideale per completare il terzetto. Ha forza e tecnica per sopperire a qualche limite tattico che di certo colmerà, dal momento che è ancora molto giovane. Non penso che un centrocampo del genere abbia dei limiti nella fase di non possesso. Nel calcio si difende in undici e i primi a farlo devono essere gli attaccanti. Se tutti si aiuteranno non ci saranno criticità. Mi è piaciuto anche Melegoni e non dimentico Palazzi, Kanouté e Crecco. Playoff? Prima bisogna conquistare la salvezza, poi la squadra si giocherà le proprie chance. Devo dire però che il Pescara mi ha fatto una buona impressione. Pillon ha tante alternative in tutti i ruoli, perciò ci sono le basi per disputare un buon campionato».

Rocco Pagano: «A me l’attacco piace. Contro la Cremonese e il Livorno ho visto qualche buona giocata ed è importante che Cocco si sia sbloccato, anche se i gol sono arrivati su rigore. Quando gli esterni offensivi saranno al top della forma, lui sarà il primo a beneficiarne e potrà segnare tante reti». Mancuso? Oggi gli attaccanti esterni non sono più solo quei calciatori che puntano l’avversario cercando di creare la superiorità numerica. In quella posizione gli allenatori schierano anche trequartisti, centrocampisti o avanzano terzini. Mancuso non è un giocatore che dribbla puntualmente l’avversario, però sa giocare a calcio. Pillon saprà trovargli la sistemazione giusta. Ho apprezzato la voglia di Antonucci. È al primo anno di B e deve imparare a stare bene in campo, però ha già mostrato grandi qualità. È rapido, ha un bel tocco di palla ed è uno che rischia la giocata. Capone l’avevamo visto l’anno scorso ed un calciatore forte. Sono ottimista, il Pescara è stato costruito bene. Obiettivo? Lotterà per un posto nei play off».

 

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